Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore la nuova Tariffa doganale comune dell’Unione Europea, aggiornata con il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1926 del 22 settembre 2025.
Come ogni anno, la Commissione Europea ha rivisto la Nomenclatura Combinata (NC) per adeguarla alle evoluzioni del commercio, della tecnologia e delle esigenze statistiche dell’Unione.
Ma questa volta, il lavoro di aggiornamento è particolarmente rilevante: numerose nuove voci, contrassegnate dalla consueta stellina (★), fanno il loro ingresso ufficiale nella tariffa.
La revisione della NC non è un esercizio formale, ma uno strumento concreto per leggere il mondo che cambia.
Come spiega la Commissione, l’obiettivo è duplice: da un lato semplificare e armonizzare la struttura tariffaria, dall’altro monitorare meglio i flussi commerciali legati alle tecnologie emergenti e alle materie prime critiche.
Le nuove sottovoci, infatti, rispecchiano le trasformazioni in corso nei settori dell’energia pulita, della mobilità elettrica e della transizione digitale.
Dalle batterie ai pannelli solari, dai rotori eolici ai sistemi a idrogeno: la tariffa 2026 racconta, voce per voce, il nuovo volto dell’industria europea.
Tra le principali novità introdotte dal regolamento spiccano diversi capitoli dedicati a tecnologie di frontiera.
Nel Capitolo 28, dedicato ai prodotti chimici inorganici, fanno la loro comparsa due nuove sottovoci:
- ★ ossidi di litio nichel manganese cobalto,
- ★ litio-ferro-fosfato,
entrambi materiali fondamentali per la produzione di batterie agli ioni di litio, indispensabili per veicoli elettrici e sistemi di accumulo energetico.
Nel Capitolo 38, la Commissione introduce le voci:
- ★ grafite artificiale,
- ★ wafer fotovoltaici,
per monitorare in modo più preciso le catene di approvvigionamento legate alla transizione energetica e alla produzione di semiconduttori.
Anche il Capitolo 73 si aggiorna con l’ingresso di:
- ★ torri tubolari in acciaio per turbine eoliche,
- ★ sezioni di torre,
un passo importante per riconoscere il peso crescente delle energie rinnovabili nella struttura industriale europea.
Nel Capitolo 84 arrivano invece le voci:
- ★ rotori e statori per turbine idrauliche,
- ★ pale di turbine eoliche,
a conferma dell’attenzione dell’Unione verso l’integrazione delle tecnologie di generazione energetica sostenibile.
Infine, nel Capitolo 85, le novità più ricche e simboliche:
- ★ generatori a celle a combustibile a idrogeno,
- ★ convertitori con funzionalità per inseguimento del punto di massima potenza (MPPT),
- ★ separatori di pellicola di plastica,
- ★ assemblaggi di celle galvaniche impilate.
Tutte voci pensate per rendere più chiara la classificazione di componenti essenziali nell’industria dell’idrogeno e nell’elettronica avanzata.
Accanto alle nuove sottovoci, il regolamento contiene anche una serie di adeguamenti puntuali:
viene modificata la nota complementare 2 del capitolo 3 (prodotti ittici), aggiornata l’unità supplementare per il codice 7019 19 00, e corretti alcuni riferimenti relativi a sottovoci alimentari come 0407 19, 1005 10, 1518 00, 1601 00, 1602 31, 1602 32 e 1602 39.
È inoltre soppressa la nota complementare 1 del capitolo 95, relativa agli “oggetti per feste di Natale”: una piccola modifica che allinea l’UE alle raccomandazioni più recenti dell’Organizzazione Mondiale delle Dogane.
Le imprese che operano nel commercio internazionale dovranno prestare particolare attenzione: le nuove voci tariffarie comportano un aggiornamento immediato delle classificazioni doganali e, in alcuni casi, delle aliquote daziarie applicabili.
Dal 1° gennaio 2026, infatti, le dichiarazioni doganali dovranno riportare i nuovi codici NC e rispettare le modifiche previste dalla tariffa.
Rivedere i propri database, aggiornare i software gestionali e verificare le descrizioni merceologiche non sarà solo una buona pratica, ma un atto necessario per garantire la compliance doganale ed evitare errori sanzionabili.
Il Regolamento (UE) 2025/1926 non è soltanto un aggiornamento tecnico, ma una fotografia delle priorità dell’Europa di oggi:
energia pulita, sostenibilità, innovazione industriale e controllo strategico delle materie prime.
Dietro ogni stellina, insomma, si intravede un tassello della transizione economica che l’Unione sta vivendo.
E come sempre, la dogana è lì — silenziosa ma essenziale — a tradurre in numeri e codici le trasformazioni del mondo reale.