Importazione

Le nuove restrizioni in materia di gas fluorurati a effetto serra

By 25 Marzo 2024No Comments

L’11 marzo 2024 è entrato in vigore il Reg. (UE) 2024/573 che aggiorna ed integra le disposizioni precedenti in materia di contenimento, uso, recupero dei gas fluorurati a effetto serra (F-Gas) e impone condizioni per la produzione, l’importazione, l’esportazione, l’immissione sul mercato di tali gas e di specifici prodotti e apparecchiature che li contengono.

Il regolamento si inserisce nella strategia del Green Deal europeo il cui principale obiettivo è rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro e a inquinamento zero entro il 2050, proteggendo la salute e il benessere dei cittadini e garantendo una transizione inclusiva e giusta.
I Gas fluorurati a effetto serra sono sostanze chimiche di origine antropica, estremamente potenti come gas serra. Insieme alla CO₂, al metano e all’ossido di azoto, i gas fluorurati appartengono al gruppo di emissioni oggetto dell’accordo di Parigi per il cambiamento climatico.

Ai sensi dell’art. 11 del Reg. (UE) 2024/573, è vietata l’immissione sul mercato di prodotti e apparecchiature, comprese le loro parti, elencate nell’Allegato IV.  Fra i prodotti menzionati, l’attuale Regolamento elenca nuove apparecchiature rispetto al precedente Reg. (UE) 517/2014 aggiungendo, ad esempio, frigoriferi e congelatori per uso commerciale, apparecchiature di refrigerazione autonome contenenti altri gas fluorurati a effetto serra con potenziale di riscaldamento globale pari o superiore a 150 GWP (Global Warming Power – potenziale di riscaldamento globale di un chilogrammo di un gas ad effetto serra in cento anni) e apparecchiature autonome di condizionamento d’aria e pompe di calore.

Alcuni prodotti e apparecchiature  che contengono gas fluorurati a effetto serra o il cui funzionamento dipende da essi, possono essere immessi sul mercato soltanto se adeguatamente etichettati come riportato nell’art.12 del Regolamento

Per quanto riguarda l’uso di gas fluorurati a effetto serra, l’art. 13 vieta l’uso dei gas fluorurati a effetto serra con potenziale di riscaldamento globale pari o superiore a 2500 GWP se destinati alla manutenzione o l’assistenza delle apparecchiature di refrigerazione con una carica pari o superiori a 40 tonnellate di CO2 equivalente, con opportune deroghe fino al 1 gennaio 2030 per la manutenzione di apparecchiature già esistenti.

L’immissione sul mercato di gas fluorurati a effetto serra è vietata a meno che il produttore o l’importatore non dimostri all’autorità competente di uno Stato membro che il trifluorometano risultante come sottoprodotto del processo di produzione di tali gas, sia stato distrutto o recuperato per successivo uso.

Ai sensi dell’art. 19, le apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d’aria, le pompe di calore e gli inalatori pre-caricati con sostanze presenti nell’Allegato I del Regolamento, possono essere immesse sul mercato solo se le sostanze di cui sono caricate sono conteggiate nel sistema di quote e sono soggette alla presentazione di una dichiarazione di conformità. Le presenti disposizioni non si applicano alle imprese che hanno immesso sul mercato meno di 10 tonnellate di CO2e di idrofluorocarburi all’anno contenuti in tali apparecchiature e prodotti.

Le imprese devono, quindi, registrarsi sul Portale F-Gas al fine di richiedere una quota per l’immissione sul mercato di gas HFC. La Commissione riferirà ad ogni produttore ed importatore la quota assegnatagli entro il 31 dicembre 2024, ed in seguito ogni anno. Inoltre, attraverso il Portale, le imprese registrate potranno riceveranno dalla Commissione una licenza valida per l’importazione o l’esportazione di F-Gas e di prodotti e apparecchiature che li contengono. Al momento dell’importazione o dell’esportazione di tali gas, l’impresa dovrà fornire una dichiarazione doganale contenente le seguenti informazioni:

  • numero di registrazione sul portale F-Gas,
  • numero EORI,
  • massa netta dei gas sfusi e dei gas contenuti nei prodotti e nelle apparecchiature e loro parti,
  • codice di classificazione delle merci,
  • tonnellate di CO2e di gas sfusi e dei gas contenuti nei prodotti o nelle apparecchiature e loro parti
  • Indicare uno dei seguenti codici:
  • Y120 – per le imprese che importano meno di 10 tonnellate di CO2 equivalente di idrofluorocarburi all’anno contenute in apparecchiature o prodotti esentati dalle disposizioni previste dall’art. 19 del Reg. (UE) 2024/573.
  • Y163 – massa netta dei gas fluorurati a effetto serra caricati in prodotti e apparecchiature
  • Y123 – impresa registrata nel portale F-Gas a norma dell’art. 20 del Reg. (UE) 2024/573
  • Y986 – esenzione dal divieto di importazione a norma dell’art. 11 (1) (2) del Reg. 2024/573
  • Y152 – esenzione dal divieto di importazione concessa per la riparazione o la manutenzione di apparecchiature esistenti, a norma dell’art. 11(1) del Reg. (UE) 2024/573.
  • Y054 – prodotti etichettati di cui all’art. 12 (1) del Reg. (UE) 517/2024

Il Portale F-Gas permette alle imprese di adempire agli obblighi comunicativi, entro il 31 marzo 2025, relativi all’importazione, esportazione e produzione di idrofluorocarburi o quantitativi superiori a 1 tonnellata metrica o a 100 tonnellate di CO2 equivalente di altri gas fluorurati a effetto serra.

Per quanto riguarda invece il tema sanzionatorio, il regolamento precisa che fatto salvo quanto previsto dalla Direttiva 2008/99/CE in tema di tutela penale dell’ambiente, saranno i singoli Stati membri a stabilire e norme relative alle sanzioni da applicare in caso di violazione del regolamento, adottando tutte le misure necessarie per assicurare l’applicazione di tali sanzioni; il corpus delle norme sanzionatorie (e le eventuali modifiche successive) verrà notificato alla Commissione europea prima del 1° gennaio 2026.

In particolare, le sanzioni dovranno essere effettive, proporzionate e dissuasive e dovranno essere determinate in base ai seguenti fattori:

  1. la natura e la gravità della violazione;
  2. la popolazione umana o l’ambiente interessati dalla violazione, tenendo conto della necessità di garantire un livello elevato di protezione della salute umana e dell’ambiente;
  3. le eventuali precedenti violazioni del presente regolamento da parte dell’impresa ritenuta responsabile;
  4. la situazione finanziaria dell’impresa ritenuta responsabile

 

 

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