L’Unione europea continua a rafforzare il proprio impegno nella riduzione dell’utilizzo di sostanze pericolose, intervenendo in modo puntuale su uno degli elementi più critici sotto il profilo ambientale e sanitario: il mercurio.
Con il Regolamento delegato (UE) 2026/55, la Commissione europea aggiorna il quadro normativo già previsto dal regolamento (UE) 2017/852, introducendo nuovi prodotti soggetti a divieto di fabbricazione, importazione ed esportazione all’interno dell’Unione . Si tratta di un intervento mirato, ma con implicazioni operative rilevanti per le imprese che operano nei settori industriali, elettronici e della strumentazione tecnica.
Per comprendere la portata della modifica, è necessario partire dal quadro globale.
Il regolamento europeo si inserisce nel percorso tracciato dalla Convenzione di Minamata sul mercurio, un accordo internazionale volto a ridurre progressivamente l’uso di questo metallo pesante a livello mondiale. Nel corso della quinta conferenza delle parti (COP5), tenutasi nel 2023, è stata adottata una decisione che amplia l’elenco dei prodotti contenenti mercurio soggetti a eliminazione progressiva. L’Unione europea, coerentemente con il proprio ruolo attivo nella definizione delle politiche ambientali globali, ha recepito tali aggiornamenti nel proprio ordinamento.
Il regolamento delegato rappresenta quindi un allineamento normativo tra diritto internazionale e diritto dell’Unione. L’intervento normativo introduce una nuova categoria di prodotti nell’allegato II del regolamento sul mercurio. In particolare, vengono inclusi:
- strumenti ad alta precisione utilizzati per la misurazione della capacitanza e delle perdite;
- interruttori e relè RF ad alta frequenza impiegati in strumenti di monitoraggio e controllo.
Questi dispositivi, pur appartenendo a settori altamente tecnici, contengono mercurio entro un limite massimo definito (20 mg per componente), ma vengono comunque considerati non più compatibili con gli obiettivi di progressiva eliminazione della sostanza.
È importante sottolineare che resta un’unica eccezione i prodotti destinati alla ricerca e sviluppo continuano a essere ammessi
Uno degli aspetti più rilevanti, sotto il profilo operativo, riguarda la tempistica.
Il regolamento stabilisce che il divieto di:
- fabbricazione,
- importazione,
- esportazione
si applica a partire dal 31 dicembre 2025 per i prodotti inseriti nella nuova categoria .
Questo significa che, alla data di pubblicazione del regolamento (marzo 2026), il divieto è già pienamente in vigore.
Per le imprese, ciò comporta una necessità immediata di verifica delle proprie operazioni. Sebbene i prodotti interessati siano specifici, l’impatto può essere significativo per alcune filiere industriali.
Le aziende devono interrogarsi su diversi aspetti:
- la presenza di tali componenti nei propri prodotti;
- eventuali importazioni da Paesi terzi;
- operazioni di esportazione verso mercati extra-UE;
- utilizzo di componentistica contenente mercurio in processi produttivi.
Il rischio, in assenza di adeguamento, è quello di trovarsi di fronte a blocchi operativi o violazioni normative, con possibili conseguenze anche sotto il profilo sanzionatorio. Al di là del singolo intervento, il regolamento conferma una tendenza ormai consolidata.
L’Unione europea sta progressivamente ampliando il perimetro dei divieti relativi alle sostanze pericolose, non solo nei settori tradizionali, ma anche in ambiti altamente tecnologici.
Questo comporta un cambiamento di prospettiva per le imprese: non è più sufficiente verificare la conformità del prodotto finito, ma è necessario monitorare l’intera filiera, inclusi componenti e materiali.
Il Regolamento (UE) 2026/55 rappresenta un intervento puntuale, ma altamente significativo. Introduce nuovi divieti già operativi e rafforza un approccio normativo sempre più orientato alla sostenibilità e alla responsabilità ambientale.
Per le imprese, la sfida è chiara: integrare la compliance ambientale nei processi produttivi e nelle strategie commerciali.
Se operi nei settori industriali o tecnologici e utilizzi componenti elettronici o di precisione, è fondamentale verificare immediatamente la presenza di mercurio nei tuoi prodotti e l’impatto delle nuove restrizioni sulle operazioni di import/export.
Perché oggi la conformità non è più solo un requisito normativo, ma un elemento essenziale per garantire continuità operativa e accesso ai mercati.