Esportazione

Turchia: controlli più stringenti sulle importazioni

By 17 Febbraio 2026No Comments

Dal 1° gennaio 2026 la Turchia ha introdotto un rafforzamento strutturale dei controlli sulle merci in ingresso nel Paese, rendendo il sistema elettronico TAREKS un passaggio imprescindibile per lo sdoganamento dei prodotti soggetti a regolamentazione tecnica.

Si tratta di un’evoluzione che impatta direttamente esportatori europei, spedizionieri e operatori logistici coinvolti nelle spedizioni verso il mercato turco.

TAREKS (Risk Based Trade Control System) è la piattaforma digitale gestita dal Ministero del Commercio turco attraverso cui vengono effettuate le verifiche di sicurezza, qualità e conformità tecnica dei prodotti prima dell’immissione in libera pratica.

Il sistema è integrato nel processo doganale e dialoga con la classificazione doganale turca (GTİP). In base al codice attribuito e alla categoria merceologica, la piattaforma determina automaticamente il livello di controllo applicabile alla spedizione:

  • svincolo diretto;
  • controllo documentale;
  • ispezione fisica della merce.

L’operatività coinvolge l’importatore turco registrato al sistema, ma richiede un coordinamento preventivo con esportatore, spedizioniere e consulente doganale. La normativa turca distingue i prodotti in elenchi differenziati in base al rischio associato.

  1. Regime Ek-2/A – Autorizzazione preventiva e controllo fisico

Include beni considerati ad alto impatto sotto il profilo tecnico e di sicurezza. Per tali merci è richiesto:

  • rilascio di un’autorizzazione preventiva prima della dichiarazione in TAREKS;
  • ispezione fisica obbligatoria all’importazione.

Rientrano in questa categoria, ad esempio, macchinari industriali complessi come presse CNC, macchine per stampaggio a iniezione, forni industriali non elettrici, compressori e macchine per imballaggio.

  1. Regime Ek-2/B – Ispezione fisica senza autorizzazione preventiva

Comprende una platea più ampia di beni industriali e agricoli che, pur non necessitando di autorizzazione anticipata, possono essere sottoposti a verifica fisica su decisione dell’autorità doganale.

Tra i prodotti frequentemente coinvolti figurano:

  • macchine utensili manuali e a controllo numerico;
  • macchinari agricoli (seminatrici, falciatrici, spandiconcime);
  • pompe, ventilatori, condizionatori e altre apparecchiature industriali

Uno degli aspetti più critici riguarda la preparazione della pratica TAREKS prima della spedizione. Il fascicolo deve essere completo e coerente con la normativa turca. In particolare, è necessario predisporre:

  • documenti di trasporto (CMR, polizza di carico, dichiarazione sommaria o documenti di transito);
  • dichiarazione di conformità UE accompagnata da traduzione giurata in lingua turca;
  • certificazioni specifiche per i prodotti rientranti nel regime Ek-2/A (es. certificati di omologazione o attestazioni relative alle emissioni acustiche);
  • materiale fotografico dettagliato della merce;
  • rapporti di prova rilasciati da laboratori accreditati e documentazione tecnica completa.

Il principale fattore di criticità è il disallineamento tra documentazione europea e requisiti tecnici turchi. Errori nella classificazione GTİP, certificazioni non conformi o report di prova non riconosciuti dal sistema possono determinare:

  • blocco della spedizione;
  • ritardi nello sdoganamento;
  • costi aggiuntivi di stoccaggio e gestione;
  • nei casi più gravi, sospensione dell’operatore dal portale TAREKS.

Per mitigare tali rischi è essenziale:

  • verificare preventivamente il corretto inquadramento doganale;
  • strutturare un dossier tecnico completo prima della partenza della merce;
  • coordinarsi con l’importatore turco abilitato al sistema;
  • controllare la piena conformità delle certificazioni ai requisiti locali.

Con il rafforzamento del ruolo di TAREKS, la Turchia ha posto la conformità tecnica e documentale al centro della propria politica di controllo delle importazioni. Per esportatori e spedizionieri questo significa rivedere i processi interni, anticipare le verifiche tecniche e pianificare con maggiore attenzione tempi e responsabilità documentali, al fine di evitare interruzioni nella catena logistica.

Un’analisi preventiva delle spedizioni verso la Turchia è oggi uno strumento strategico per garantire continuità operativa e accesso sicuro al mercato turco.

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