Rappresentanza

ADM definisce gli standard minimi per la rappresentanza doganale: cosa cambia con la Determinazione del 25 luglio 2025

By 21 Agosto 2025No Comments

Con la Determinazione Direttoriale del 25 luglio 2025, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha compiuto un passo decisivo nell’attuazione del D.Lgs. 141/2024, il provvedimento che ha ridisegnato le disposizioni nazionali complementari al Codice Doganale dell’Unione e rivisto il sistema sanzionatorio in materia di accise e imposte indirette. Al centro della nuova determinazione vi è la disciplina dei requisiti minimi di competenza e di qualifiche professionali richiesti per ottenere l’abilitazione a prestare servizi di rappresentanza diretta in dogana.

Si tratta di un punto strategico della riforma: garantire che chi opera in rappresentanza di terzi davanti all’autorità doganale possieda non solo conoscenze teoriche, ma anche un bagaglio di esperienza concreta e documentata. In questo senso, ADM recepisce anche gli orientamenti europei (documento TAXUD/B2/047/2011 Rev. 6), confermando la volontà di armonizzare il livello professionale dei rappresentanti con gli standard dell’Unione.

La determinazione individua due modalità alternative per soddisfare il requisito previsto dall’art. 31, comma 2, lett. c) del D.Lgs. 141/2024:

  1. Standard minimi di competenza: possono considerarsi assolti da chi, nei tre anni precedenti la domanda di abilitazione, abbia presentato almeno 300 dichiarazioni doganali come rappresentante indiretto, di cui 100 nell’ultimo anno. Non solo: almeno il 30% annuo delle dichiarazioni deve riguardare il regime di immissione in libera pratica, escludendo le semplificate H7 per merci di modico valore.
  2. Qualifiche professionali: il requisito è soddisfatto da chi possiede un’abilitazione professionale in ambito giuridico o economico, con iscrizione all’albo, accompagnata dal superamento di un percorso formativo accreditato dall’Agenzia, finalizzato al riconoscimento della qualifica professionale ai fini AEO.

Non basta però entrare nel sistema, occorre anche rimanerci. La determinazione prevede che i soggetti abilitati mantengano i requisiti attraverso:

  • la presentazione di almeno 100 dichiarazioni doganali all’anno, in qualità di rappresentante diretto, comprovate dal proprio codice EORI;
  • la frequenza biennale di percorsi formativi di aggiornamento di almeno 30 ore, accreditati da ADM.

È inoltre stabilito l’obbligo di segnalare senza indugio all’Agenzia eventuali circostanze che possano incidere sul mantenimento dei requisiti, mentre l’Amministrazione si riserva verifiche periodiche anche a campione.

Con questa determinazione, ADM mette nero su bianco un principio ormai imprescindibile: la rappresentanza in dogana non può essere improvvisata. Si tratta di un ruolo delicato, che comporta responsabilità dirette non solo per la correttezza delle dichiarazioni, ma anche per la compliance complessiva delle operazioni doganali.

La professionalizzazione del settore, attraverso esperienza certificata e formazione continua, va letta come un tassello della più ampia riforma doganale italiana avviata con il D.Lgs. 141/2024. Una riforma che mira a rafforzare la qualità del sistema, a beneficio tanto delle imprese quanto dell’Amministrazione.

Il messaggio di ADM è chiaro: per rappresentare in dogana serve un mix di pratica comprovata e formazione strutturata, con un occhio sempre vigile all’aggiornamento continuo. Per le aziende, questo significa potersi affidare a professionisti qualificati e riconosciuti, riducendo il rischio di errori, sanzioni e contestazioni.

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