Dopo quattro anni di discussioni, incomprensioni, estremismi, depressioni, litigi, Babbo Natale ha scartato il regalo più atteso da milioni di operatori economici; i quali, in realtà, erano sì interessati ad una positiva soluzione politica ed economica, ma, sopra ogni cosa, a una chiarezza, necessaria per programmare il futuro, fino alla vigilia di Natale vista come una chimera. Una premessa, mai messa in discussione nel corso dell’ultimo anno, almeno: il 1° gennaio 2021 il Regno Unito lascerà il mercato unico e l’unione doganale UE, nonché tutte le politiche comunitarie e gli accordi internazionali; la libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali tra UK e UE finirà, entrambe formeranno due mercati separati, due distinti spazi normativi e legali. L’accordo di recesso e, in particolare, il protocollo sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord, sarà applicato da prossimo 1° gennaio.

Una bozza di accordo di 1.256 pagine, da leggere con attenzione e che proviamo a riassumere nei suoi tratti essenziali. Il Trade and Cooperation Agreement si compone di tre pilastri essenziali:

  • un accordo di libero scambio, un nuovo partenariato economico e sociale con il Regno Unito, che copre non solo il commercio di beni e servizi, ma anche numerosi altri settori di interesse della UE, quali investimenti, concorrenza, aiuti di Stato, trasparenza fiscale, trasporto aereo e stradale, energia e sostenibilità, pesca, protezione dei dati, e coordinamento della sicurezza sociale. Prevede zero tariffe e zero quote su tutte le merci che rispettano le regole di origine appropriate (redatte “Japan style”: dichiarazione dell’esportatore, probabilmente, lato UE, codice Rex, nessun certificato, nessuna dichiarazione su fattura, possibilità per l’importatore di “autocertificare”, con assunzione di responsabilità) l’origine dei beni acquistati). Impegno reciproco a mantenere parità di condizioni in materia, tra l’altro, di diritti sociali e del lavoro, di trasparenza fiscale e di aiuti di Stato, con un meccanismo vincolante per la risoluzione delle controversie e la possibilità per entrambe le parti di adottare misure correttive. Per quanto riguarda i trasporti, l’accordo prevede una connettività aerea, stradale, ferroviaria e marittima continua e sostenibile, sebbene l’accesso al mercato sia inferiore a quello che offre il mercato unico. Garantisce diritti ai cittadini della UE che lavorano, viaggiano o si trasferiscono nel Regno Unito e i cittadini britannici che lavorano, viaggiano o si trasferiscono nella UE dopo il 1 ° gennaio 2021;
  • una partnership per la sicurezza dei cittadini. L’accordo delinea un nuovo quadro per l’applicazione della legge e la cooperazione giudiziaria in materia penale e civile e riconosce la necessità di una forte cooperazione tra la polizia nazionale

 

e le autorità giudiziarie, in particolare per combattere e perseguire la criminalità e il terrorismo transfrontalieri. La cooperazione in materia di sicurezza può essere sospesa in caso di violazioni da parte di UK del suo impegno per l’adesione e l’applicazione interna alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo;

  • un accordo orizzontale sulla governance. Per dare la massima certezza giuridica alle imprese, ai consumatori e ai cittadini, un capitolo dedicato sulla governance chiarisce come sarà gestito e controllato l’accordo, sotto l’egida di un Consiglio di parternariato congiunto, chiamato a interpretarne le disposizioni e al cui interno verranno discusse e risolte, attraverso meccanismi vincolanti, tutte le possibili controversie.

La politica estera, la sicurezza esterna e la cooperazione in materia di difesa non sono coperte dall’accordo, per espressa volontà del Regno Unito

E adesso? I negoziati si sono conclusi ben in ritardo, rispetto alle aspettative, l’inizio dell’anno è dietro l’angolo e, così,  la Commissione propone di applicare l’accordo a titolo provvisorio, per un periodo di tempo limitato, fino al 28 febbraio 2021. Il Consiglio, deliberando all’unanimità di tutti i 27 Stati membri, dovrà adottare una decisione che autorizzi la firma dell’accordo e la sua applicazione provvisoria a partire dal 1 ° gennaio 2021. Una volta concluso questo iter procedurale, il Trade and Cooperation Agreement potrà essere firmato formalmente e il Parlamento europeo sarà chiamato a dare la sua approvazione al testo.

 

 

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