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Carbon border adjustment mechanism (CBAM): la transizione verde arriva in dogana

By 31 Maggio 2023No Comments

Lo scorso 16 maggio è stato pubblicato, sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il Regolamento (UE) 2023/956 che istituisce il Carbon border adjustment mechanism (CBAM) e che dal 1° ottobre 2023 prevederà già degli importanti obblighi comunicativi in capo agli importatori dell’Unione.
Ai sensi dell’articolo 2 il Regolamento “si applica alle merci elencate nell’allegato I, originarie di un paese terzo, quando tali merci, o i prodotti trasformati a partire da tali merci risultanti dal regime di perfezionamento attivo di cui all’articolo 256 del regolamento (UE) n. 952/2013, sono importati nel territorio doganale dell’Unione”.

Tra le merci elencate all’interno dell’Allegato I figurano, tra le altre, cemento, energia elettrica, concimi, molti prodotti di ghisa, ferro e acciaio, alluminio e alcune sostanze chimiche.
Mentre per la definizione di importatore, il Regolamento fa riferimento alla “immissione in libera pratica di cui all’articolo 201 del regolamento (UE) n. 952/2013”.
Non sono esenti dall’applicazione del Regolamento CBAM i prodotti compensatori risultanti da merci soggette al Regolamento che siano state importate nell’Unione in regime di perfezionamento attivo.
La ratio del regolamento la troviamo nella volontà europea di ridurre, entro il 2030, dell’emissione di CO2 di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990; e l’emissione di gas a effetto serra di almeno il 40% rispetto alle emissioni del 2005; eliminazione, al più tardi entro il 2050, delle emissioni nette (emissioni al netto degli assorbimenti) di gas a effetto serra e previsione di una crescita economica dissociata dall’uso delle risorse ambientali: il CBAM è legge unionale e il Green Deal europeo prende forma e arriva in dogana.

Dal 1° gennaio 2026, le merci soggette al CBAM potranno essere importate nell’Unione soltanto da dichiaranti autorizzati che entro il 31 dicembre 2024, abbiano richiesto alle competenti autorità nazionali (individuate da ciascuno Stato membro) la specifica autorizzazione, trasmessa attraverso il registro CBAM unionale.
Qualora l’importatore si avvalga di un rappresentante doganale in regime di rappresentanza indiretta, anche quest’ultimo potrà, se consenziente, presentare richiesta di dichiarante CBAM autorizzato.
Entro il 31 maggio di ogni anno, per la prima volta nel 2027 in relazione all’anno 2026, ciascun dichiarante CBAM autorizzato utilizza il registro CBAM per presentare una dichiarazione riguardante l’anno precedente, nella quale evidenziare il quantitativo totale di ciascun tipo di merci importato, le emissioni totali incorporate, il numero totale di certificati CBAM da restituire corrispondenti alle emissioni incorporate totali (la mancata restituzione dei certificati comporta l’applicazione di una specifica sanzione), allegando copie delle relazioni di verifica, rilasciate da un verificatore accreditato, che confermano il quantitativo delle emissioni incorporato nei prodotti importati.
L’elenco dei prodotti oggetto dell’applicazione del CBAM potrà essere esteso, entro il 2030, così da comprendere tutti i prodotti coperti dall’EU ETS, compresi i polimeri, vari prodotti chimici, i prodotti a base di olio minerale, carta e cellulosa. Il meccanismo di aggiustamento funziona attraverso l’acquisto di un numero di certificati CBAM (venduti da ciascuno Stato membro attraverso una piattaforma centrale comune) tale, da coprire il quantitativo di emissioni incorporate nelle merci importate e il cui costo sarà determinato in base al prezzo medio d’asta settimanale delle quote EU ETS, espresso in €/tonnellata di CO₂ emessa.

A decorrere dal 1° ottobre 2023, ogni importatore o rappresentante doganale indiretto, autorizzato quale dichiarante CBAM, presenta, per ogni trimestre ed entro un mese dalla fine dello stesso, una relazione, riportante la quantità totale di ciascun tipo di merci, espressa in megawatt ora per l’energia elettrica e in tonnellate per le altre, distinta per ciascun impianto produttivo nel Paese di origine; il totale delle emissioni incorporate effettive, espresso in tonnellate di emissioni di CO₂ e per megawatt ora per l’energia elettrica o, per le altre merci, in tonnellate di emissioni di CO₂ e per tonnellata di ciascun tipo di merci, calcolate secondo i metodi stabiliti negli allegati II e IV del Reg.to (UE) n. 956/23; le emissioni indirette totali; il prezzo del carbonio dovuto in un Paese di origine per le emissioni incorporate nelle merci importate, tenendo conto di eventuali riduzioni o di altre forme di compensazione.
La Commissione UE è chiamata a sorvegliare costantemente a livello dell’Unione la corretta applicazione delle disposizioni dettate dal legislatore, al fine di individuare pratiche di elusione.

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