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CBAM: l’UE alleggerisce gli oneri per le PMI senza rinunciare alla sfida climatica

By 22 Giugno 2025No Comments

L’Unione europea fa un passo avanti verso un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) più semplice, più proporzionato e più adatto alla realtà economica europea. Il 18 giugno 2025, Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sulla modifica del regolamento CBAM, nell’ambito del pacchetto di semplificazione “Omnibus I”, presentato dalla Commissione lo scorso febbraio. L’obiettivo: ridurre il peso amministrativo per le imprese – in particolare le PMI – senza compromettere l’ambizione climatica dell’Unione.

La principale novità riguarda l’introduzione di una soglia minima di 50 tonnellate annue di merci importate per singolo importatore, al di sotto della quale non si applicano gli obblighi CBAM. Si supera così l’attuale esenzione legata al “valore trascurabile” delle merci, sostituendola con un criterio più chiaro, oggettivo e coerente con il reale impatto ambientale.

Secondo le stime ufficiali, questa modifica esenterà circa il 90% degli importatori, in gran parte rappresentati da piccole imprese e operatori occasionali, che fino ad oggi erano tenuti a gestire procedure complesse anche per quantitativi minimi di acciaio, cemento, alluminio o fertilizzanti. Una semplificazione attesa e fortemente richiesta dagli operatori, che però non riduce l’efficacia ambientale del meccanismo: il CBAM continuerà infatti a coprire il 99% delle emissioni generate dalle importazioni nei settori interessati.

L’accordo prevede anche altre misure di semplificazione procedurale, come:

  • iter più snello per ottenere l’autorizzazione come “dichiarante CBAM”,
  • regole più chiare per il calcolo e la verifica delle emissioni incorporate,
  • revisione della responsabilità finanziaria in capo agli importatori,
  • rafforzamento delle clausole anti-elusione.

Tutte queste disposizioni fanno parte del pacchetto “Omnibus I” e saranno formalmente adottate dopo l’approvazione da parte di Parlamento e Consiglio. L’entrata in vigore è prevista tre giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Secondo quanto dichiarato dal relatore Antonio Decaro (S&D), il compromesso raggiunto “mantiene salda l’ambizione climatica dell’UE, ma risponde con concretezza alla necessità di alleggerire gli oneri per le imprese”. Il messaggio è chiaro: la transizione ecologica deve essere giusta, proporzionata e compatibile con la competitività del sistema produttivo europeo.

Nel 2026, la Commissione valuterà l’estensione del CBAM ad altri settori ETS e l’introduzione di misure a tutela dell’export. Per ora, però, l’Unione lancia un segnale di apertura e di buon senso: il contrasto al cambiamento climatico non passa solo per i vincoli, ma anche attraverso regole intelligenti, applicabili e sostenibili per tutti.

 

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