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Certificati agricoli: nuove regole operative dal 1° luglio 2025

By 21 Agosto 2025No Comments

Con l’avviso del 17 luglio 2025, ADM ha fornito agli operatori indicazioni pratiche per l’applicazione delle nuove disposizioni introdotte dal Regolamento (UE) 2025/1227, che disciplina i certificati di importazione ed esportazione nel settore agricolo. Il provvedimento, entrato in vigore dal 1° luglio 2025, ridisegna il sistema di gestione dei titoli, con impatti diretti per chi opera negli scambi internazionali di prodotti agroalimentari.

Il nuovo regolamento ha introdotto un quadro unitario e più armonizzato per i certificati agricoli, che restano strumenti fondamentali per monitorare e regolare i flussi commerciali di alcuni prodotti sensibili, come cereali, riso, zucchero e altri comparti regolamentati dalla PAC.
Le principali novità riguardano:

  • la digitalizzazione dei processi: le domande e i rilasci avvengono ora in modalità telematica, attraverso i sistemi dell’Unione;
  • la validità uniforme dei certificati in tutta l’UE, con riduzione delle discrepanze tra Stati membri;
  • una maggiore chiarezza sulle condizioni di utilizzo e di restituzione dei titoli non impiegati.

L’Agenzia ha chiarito che, a partire dal 1° luglio, tutti i certificati emessi ai sensi del precedente quadro normativo non sono più validi e vanno sostituiti con quelli rilasciati secondo il Reg. 2025/1227.
Gli operatori devono quindi adeguare immediatamente le proprie procedure interne:

  • presentare le nuove richieste attraverso il sistema informatico designato;
  • prestare attenzione ai termini di validità e di utilizzo dei certificati, che ora sono uniformi a livello unionale;
  • aggiornare la documentazione doganale allegata alle dichiarazioni di importazione o esportazione, indicando i riferimenti corretti ai nuovi titoli.

Per le imprese, questo cambiamento non è solo un obbligo formale. I certificati agricoli condizionano concretamente la possibilità di importare o esportare determinati prodotti a condizioni agevolate o contingentate. Errori o ritardi nell’adeguamento possono tradursi in blocchi allo sdoganamento, maggiori costi o perdita di contingenti disponibili.

La riforma va anche letta nella prospettiva di una maggiore trasparenza del mercato agricolo europeo: con regole più uniformi e certificate digitali, la Commissione rafforza il controllo dei flussi, contrastando pratiche distorsive e garantendo maggiore tracciabilità.

👉 In C-Trade supportiamo le imprese del settore agroalimentare nell’affrontare queste transizioni normative, trasformando gli adempimenti in strumenti di competitività. Perché un certificato non è solo un pezzo di carta (digitale), ma la chiave per muoversi nel mercato europeo senza inciampi.

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