Origine

Certificati di Origine: cambia la procedura CCIAA

By 5 Gennaio 2026No Comments

La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha pubblicato la versione aggiornata del Manuale della piattaforma Commercio Estero (v. 1.8 – ottobre 2025), introducendo una serie di novità operative rilevanti nella gestione delle domande di Certificato di Origine (CO).
Le modifiche non riguardano solo l’interfaccia, ma incidono in modo diretto su modalità di compilazione, documentazione richiesta e responsabilità dichiarative dell’impresa

Rispetto alla procedura precedente, il nuovo sistema rafforza l’impostazione già nota alle Camere di Commercio: molti campi formalmente indicati come “opzionali” dalla piattaforma sono, di fatto, considerati obbligatori ai fini del rilascio del certificato.

Tra questi rientrano, ad esempio:

  • modalità di consegna del certificato (mail/PEC);
  • dati del fornitore in caso di origine UE;
  • indicazione della giacenza delle merci;
  • importo fattura (decimali compresi).

La piattaforma accompagna l’utente con indicatori cromatici (azzurro, rosso, verde), ma la responsabilità della correttezza e completezza delle informazioni resta interamente in capo al richiedente.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la gestione dell’origine.

  • In caso di origine UE, il sistema richiede ora l’inserimento obbligatorio dei dati del fornitore, che dovranno trovare coerenza documentale negli allegati caricati (dichiarazioni di origine, fatture di acquisto, ecc.).
  • In caso di origine extra UE, il caricamento del documento attestante l’origine è richiesto immediatamente, già in fase di compilazione.

Questo passaggio rafforza il controllo ex ante da parte della CCIAA e riduce lo spazio per dichiarazioni generiche o non adeguatamente supportate.

La nuova procedura:

  • conferma come modalità standard la descrizione testuale delle merci;
  • sconsiglia espressamente, perché ancora in fase di test, l’uso delle modalità “Fattura” e “Packing list” per la compilazione automatica.

Particolare attenzione va prestata ai dati di fatturazione:

  • il numero di fattura deve coincidere esattamente con quello del documento allegato;
  • l’importo, sebbene indicato come opzionale dal sistema, è obbligatorio per la Camera;
  • in caso di richiesta di visto, la fattura deve essere firmata digitalmente e autografata oppure accompagnata da una specifica nota esplicativa.

La procedura aggiornata consente:

  • l’inserimento di richieste di visto e autentiche (ex upica) direttamente sugli allegati;
  • la gestione puntuale dei dati del firmatario e del soggetto emittente.

Per la CCIAA di Milano, è ora obbligatoria la modalità di rilascio tramite mail/PEC, con stampa su foglio bianco, eliminando di fatto alcune prassi precedentemente tollerate.

Tra le novità più sottovalutate, ma operative, figura l’obbligatorietà del campo “Giacenza merci”, che diventa parte integrante della dichiarazione.
La fase finale prevede:

  • generazione del PDF della richiesta;
  • firma digitale in formato CADES (.p7m);
  • caricamento del file firmato;
  • pagamento e invio.

Il sistema richiede inoltre la conferma di una serie di dichiarazioni di responsabilità, rafforzando il valore giuridico delle informazioni fornite.

La nuova procedura non introduce nuovi obblighi normativi, ma alza sensibilmente l’asticella operativa:

  • meno margini di approssimazione;
  • maggiore coerenza tra dati dichiarati e documentazione allegata;
  • maggiore esposizione a richieste di integrazione o rigetto in caso di incongruenze.

Il Certificato di Origine si conferma quindi non come un adempimento formale, ma come un atto dichiarativo che richiede consapevolezza, metodo e controllo documentale.

In un contesto in cui l’origine delle merci assume un peso crescente – anche alla luce dei controlli doganali, delle misure commerciali e delle responsabilità sanzionatorie – la corretta gestione dei Certificati di Origine diventa un elemento centrale della compliance export.

Affrontare la procedura con un approccio strutturato significa ridurre rischi, tempi e contestazioni, trasformando un adempimento in uno strumento di affidabilità verso clienti, autorità e partner internazionali.

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