Con la Circolare n. 17 del 17 luglio 2025, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito agli uffici territoriali importanti chiarimenti sulle modalità di gestione delle dichiarazioni doganali alla luce delle recenti modifiche normative e degli adeguamenti ai sistemi informatici.
La circolare si inserisce nel più ampio percorso di digitalizzazione e armonizzazione avviato dall’Unione europea con l’EUCDM 6.2 (European Union Customs Data Model), recepito anche dall’Italia a partire dal 1° luglio 2025.
L’obiettivo è garantire un quadro unitario per la gestione dei dati doganali, superando differenze nazionali e aumentando la tracciabilità e la coerenza dei flussi informativi.
ADM evidenzia alcuni aspetti di rilievo per la prassi operativa:
- la necessità di uniformare i tracciati dichiarativi ai nuovi standard, con particolare attenzione agli elementi obbligatori e alle codifiche aggiornate;
- l’introduzione di regole più puntuali per la gestione dei controlli automatici da parte del sistema AIDA 2.0;
- chiarimenti sulle modalità di compilazione dei campi relativi a origine, valore e classificazione, tre pilastri fondamentali per la corretta determinazione dei dazi;
- disposizioni specifiche per la gestione dei casi particolari, come le dichiarazioni correttive o quelle relative a regimi speciali.
Per gli operatori economici, questo intervento significa dover aggiornare i propri sistemi gestionali e formare il personale, per garantire una corretta trasmissione dei dati e ridurre i rischi di blocchi o irregolarità.
ADM richiama inoltre l’attenzione sul fatto che errori formali ripetuti possono incidere sulla reputazione doganale dell’azienda e compromettere il percorso verso semplificazioni come l’AEO.
La circolare conferma la volontà di ADM di procedere verso una dogana sempre più digitale e trasparente, in linea con le strategie europee. Non si tratta solo di un adeguamento tecnico: la corretta compilazione e gestione delle dichiarazioni rappresenta infatti un passaggio cruciale per la compliance doganale e per la riduzione dei rischi sanzionatori.
👉 Per le aziende, la sfida è chiara: rivedere i processi dichiarativi, allineare i software e garantire la qualità dei dati trasmessi.
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