Accordi preferenziali

Convenzione PEM: ADM aggiorna il quadro sul cumulo diagonale – cosa cambia davvero per le imprese

By 1 Aprile 2026No Comments

Nel complesso mosaico delle regole di origine preferenziale, la Convenzione paneuromediterranea (PEM) rappresenta da anni uno degli strumenti più sofisticati – e al tempo stesso più complessi – a disposizione degli operatori.

Con l’avviso del 16 marzo 2026, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli interviene per fare chiarezza su un tema centrale: il ripristino progressivo e l’ampliamento delle possibilità di cumulo diagonale nell’ambito della Convenzione PEM riveduta .

Non si tratta di un aggiornamento meramente tecnico, ma di un passaggio che ha implicazioni operative molto rilevanti per le imprese che operano su filiere produttive internazionali, soprattutto nell’area euro-mediterranea.

Negli ultimi anni, la Convenzione PEM è stata oggetto di una profonda revisione, con l’obiettivo di rendere più flessibili e moderne le regole di origine, facilitando l’integrazione delle catene di approvvigionamento.

Tuttavia, il passaggio dalle vecchie alle nuove regole non è stato uniforme tra tutti i Paesi coinvolti. Questo ha generato una situazione complessa, caratterizzata da:

  • sistemi normativi paralleli;
  • applicazioni non omogenee;
  • limitazioni temporanee al cumulo.

L’avviso ADM si inserisce proprio in questo contesto, segnalando un elemento positivo: il cumulo diagonale è oggi progressivamente ripristinato grazie all’allineamento tra diversi accordi

Il cumulo diagonale consente di considerare originari prodotti realizzati utilizzando materiali provenienti da più Paesi aderenti alla Convenzione, a condizione che tra questi esistano accordi di libero scambio compatibili.

È uno strumento fondamentale per le imprese, perché permette di:

  • ottimizzare le catene produttive;
  • ampliare le fonti di approvvigionamento;
  • mantenere il beneficio dell’origine preferenziale.

Oggi, secondo quanto comunicato da ADM, il cumulo è nuovamente operativo in diverse configurazioni chiave. Tra queste:

  • UE, Stati EFTA e Paesi CEFTA (con alcune eccezioni);
  • UE, Turchia e partner mediterranei come Egitto e Marocco;
  • UE, Ucraina e Moldova;
  • UE, Turchia e numerosi Paesi balcanici e caucasici

Questo ampliamento rappresenta un segnale importante di riattivazione delle dinamiche commerciali nell’area PEM.

Uno degli elementi più rilevanti evidenziati nell’avviso riguarda l’allineamento degli accordi che coinvolgono la Turchia.

Grazie a questo processo:

  • il cumulo diagonale è oggi applicabile anche in configurazioni più articolate;
  • si estende sia ai prodotti industriali (nell’ambito dell’Unione doganale UE-Turchia) sia ad altri settori specifici come agricoltura, carbone e acciaio.

Questo rafforza il ruolo della Turchia come nodo strategico nelle catene di approvvigionamento euro-mediterranee.

Uno degli aspetti più tecnici, ma anche più interessanti, riguarda l’applicazione del cosiddetto principio di permeabilità.

In alcune configurazioni, dove continuano ad applicarsi le vecchie regole PEM, questo principio consente di trattare come equivalenti materiali originari secondo regimi diversi

In pratica, permette una certa continuità operativa tra vecchie e nuove norme, evitando blocchi nelle catene di approvvigionamento. Si tratta di uno strumento fondamentale in una fase di transizione normativa, ma che richiede un’attenta gestione e verifica delle condizioni applicabili.

L’avviso ADM richiama esplicitamente la cosiddetta “Matrice PEM”, pubblicata dalla Commissione europea, come riferimento operativo per verificare le possibilità di cumulo.

Ed è proprio qui che emerge la vera criticità per le imprese.

Non basta sapere che il cumulo esiste. È necessario verificare:

  • la specifica combinazione di Paesi coinvolti;
  • il tipo di prodotto;
  • il regime applicabile (vecchio o nuovo);
  • la presenza di accordi compatibili tra tutte le parti.

Un errore in questa valutazione può comportare la perdita dell’origine preferenziale e, di conseguenza, l’applicazione dei dazi.

Il progressivo ripristino del cumulo diagonale rappresenta senza dubbio un’opportunità per le imprese. Consente maggiore flessibilità nelle supply chain e apre nuove possibilità di sourcing. Ma allo stesso tempo aumenta il livello di complessità.

Le aziende devono oggi:

  • mappare con precisione le proprie filiere;
  • verificare la compatibilità degli accordi;
  • gestire correttamente la documentazione di origine;
  • aggiornarsi costantemente sugli sviluppi normativi.

In altre parole, il vantaggio competitivo passa sempre più attraverso una gestione consapevole dell’origine.

L’aggiornamento ADM conferma una tendenza chiara:
le regole di origine stanno diventando sempre più dinamiche, articolate e strategiche.

Il cumulo diagonale non è più solo uno strumento tecnico, ma un vero e proprio leva competitiva per le imprese che operano su scala internazionale.

Ma, come spesso accade in dogana, ogni opportunità porta con sé una maggiore responsabilità.

Se operi con filiere internazionali e vuoi capire come sfruttare correttamente le nuove possibilità di cumulo senza incorrere in rischi, questo è il momento di analizzare nel dettaglio le tue catene di approvvigionamento.

Perché, oggi più che mai, l’origine non è solo un requisito doganale.
È una scelta strategica.

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