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Digitalizzazione dei beni culturali, al via le nuove disposizioni

By 4 Gennaio 2024No Comments

“È vietata l’introduzione dei beni culturali di cui alla parte A dell’allegato, rimossi dal territorio del paese in cui sono stati creati o scoperti in violazione delle disposizioni legislative e regolamentari di tale paese. Le autorità doganali e le autorità competenti adottano tutte le misure opportune qualora si tenti di introdurre i beni culturali di cui al primo comma. 2. L’importazione dei beni culturali elencati nelle parti B e C dell’allegato è consentita solo previa presentazione di: a) una licenza di importazione rilasciata in conformità dell’articolo 4; o b) di una dichiarazione dell’importatore presentata in conformità dell’articolo 5.”

Questo il testo del primo paragrafo dell’art. 3 del reg. UE 880/2019, nato dall’esigenza di impedire l’ingresso in UE di beni culturali esportati illegalmente da Paesi terzi

A seguito di questo regolamento è stato pubblicato un ulteriore regolamento che disciplina il modus operandi del precedente ovvero il reg. UE 1079/2021. Ambedue i regolamenti si applicheranno “al più tardi” dal 28 giugno 2025.

La novità più importante riguarda l’istituzione di un sistema elettronico ICG (import of cultural goods) su cui dovranno essere presentate sia le domande per ottenere le licenze di importazione e sia le dichiarazioni degli importatori.

In tema di sanzioni ai sensi dell’art. 11 del reg. UE 880/2019 “Gli Stati membri stabiliscono le norme in materia di sanzioni applicabili alle violazioni del presente regolamento, e adottano tutte le misure necessarie a garantire l’applicazione di tali norme. Le sanzioni previste sono effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le norme e mire relative alle sanzioni applicabili all’introduzione di beni culturali in violazione dell’articolo 3, paragrafo 1, entro il 28 dicembre 2020. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le norme e mire relative alle sanzioni applicabili alle altre violazione del presente regolamento, in particolare alla resa di false dichiarazioni e alla presentazione di informazioni false, entro il 28 giugno 2025”.

A tal riguardo la legge 9 marzo 2022 n. 22 ha introdotto nel codice penale il titolo VII-bis rubricato i “delitti contro il patrimonio culturale” che all’art. 518 decies recita “Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dagli articoli 518-quater, 518-quinquies, 518-sexies, 518-septies e 518-sexiesdecies, importa beni culturali provenienti da delitto ovvero rinvenuti a seguito di ricerche svolte senza autorizzazione, ove prevista dall’ordinamento dello Stato in cui il rinvenimento ha avuto luogo, ovvero esportati da un altro Stato in violazione della legge in materia di protezione del patrimonio culturale di quello Stato, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 258 a euro 5.165”.

Alla luce di quanto sopra esposto appare evidente che la circolazione internazionale di beni culturali rivesta un ruolo sempre più centrale nelle politiche europee e di conseguenza doganali; pertanto, diventa di fondamentale importanza adeguarsi alle nuove disposizioni.

 

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