Unione Europea

Frodi IVA all’importazione: cosa dice la Corte dei Conti europea e come risponde la Commissione

By 22 Aprile 2025No Comments

Le frodi relative all’imposta sul valore aggiunto (IVA) sono una delle principali cause di perdita di gettito fiscale nell’Unione Europea. Nel 2022, la Commissione europea ha stimato un divario di adempimento IVA di circa 89 miliardi di euro, di cui una parte significativa deriva da frodi sulle importazioni.
Proprio per questo motivo, la Corte dei Conti europea ha pubblicato nel 2025 una Relazione speciale sull’argomento​, mettendo in luce le gravi criticità dei regimi doganali semplificati (Regime Doganale 42 e IOSS) e sollecitando un intervento incisivo.
La Commissione Europea, da parte sua, ha risposto formalmente​, accettando molte osservazioni e indicando le azioni già avviate o in corso.

In questa guida completa analizziamo:

  • Il contenuto della Relazione della Corte,
  • Le principali criticità evidenziate,
  • Le risposte e gli impegni presi dalla Commissione,
  • Le implicazioni pratiche per operatori, imprese e autorità.
  1. Il quadro di riferimento: IVA all’importazione e regimi semplificati

1.1 Cos’è il Regime Doganale 42 (RD 42)

Permette di importare merci da un Paese terzo in uno Stato membro con esenzione IVA, purché destinate ad un altro Stato membro. L’IVA viene assolta solo nel paese di destinazione finale.

Problemi emersi:

  • Possibilità di evasione: la merce può essere venduta senza corretta imposizione IVA.
  • Scarsa tracciabilità e controlli insufficienti.

1.2 Cos’è il sistema IOSS (Import One-Stop Shop)

Sistema introdotto nel 2021 per facilitare la riscossione dell’IVA sulle vendite a distanza di beni di modesto valore (< 150 euro) da Paesi terzi a consumatori UE. Permette ai venditori di registrarsi in un solo Stato membro e dichiarare l’IVA per tutte le vendite UE.

Problemi emersi:

  • Abusi attraverso numeri IOSS falsi o prestati,
  • Sottovalutazione artificiosa dei pacchi.
  1. Le osservazioni principali della Corte dei Conti europea

La Corte ha riscontrato carenze sistemiche nella protezione degli interessi finanziari dell’UE​:

2.1 Lacune e incoerenze normative

  • Mancanza di norme armonizzate sulla nomina dei rappresentanti fiscali per il RD 42,
  • Differenze nei livelli delle sanzioni amministrative e penali tra Stati membri,
  • Procedure di invalidazione lenta dei numeri IVA.

2.2 Controlli deboli degli Stati membri

  • Insufficienza dei controlli tempestivi sulle importazioni in RD 42,
  • Mancato utilizzo dei dati IOSS per audit incrociati,
  • Carenze nelle verifiche sul corretto pagamento dell’IVA.

2.3 Carenze nella cooperazione tra Stati membri e organismi UE

  • Eurofisc ha competenze limitate e non può scambiare dati direttamente con OLAF o Europol,
  • Mancanza di sistemi di alert rapido per operazioni sospette.

2.4 Monitoraggio debole da parte della Commissione

  • Poche ispezioni o controlli negli Stati membri,
  • Assenza di una stima ufficiale del valore delle frodi IVA all’importazione legate a RD 42 e IOSS.

La Relazione Speciale della Corte dei Conti europea (SR 2025/08) ha formulato quattro raccomandazioni chiave volte a ridurre il rischio di frodi IVA all’importazione e a migliorare l’efficienza dei controlli.
La Commissione Europea ha risposto ad ognuna di esse, accettando in larga parte le osservazioni ma introducendo anche importanti precisazioni operative. Vediamo nel dettaglio.

Raccomandazione 1 – Rafforzare il quadro giuridico per contrastare meglio le frodi IVA all’importazione

Cosa propone la Corte:
La Corte invita la Commissione a rafforzare il quadro legislativo europeo:

  • Armonizzando l’obbligo di nomina di un rappresentante fiscale per gli operatori extracomunitari,
  • Standardizzando le sanzioni per l’uso improprio dei numeri IVA,
  • Accelerando la procedura di invalidazione dei numeri IVA attribuiti indebitamente,
  • Migliorando il coordinamento tra identificazione IVA e registrazione EORI.

Risposta della Commissione:
La Commissione accetta parzialmente.
In particolare:

  • Ha già proposto nel pacchetto ViDA misure per migliorare la validazione dei numeri IVA e rafforzare i controlli nei rapporti B2B transfrontalieri,
  • Ritiene però che alcune armonizzazioni (ad esempio sulle sanzioni) richiedano ulteriori riflessioni, in quanto toccano la competenza degli Stati membri in materia di diritto penale e amministrativo.

In sintesi, la Commissione si impegna a lavorare su strumenti comuni, ma riconosce i limiti imposti dalla divisione delle competenze UE/nazionali.

Raccomandazione 2 – Valutare il quadro giuridico per il Regime 42 e l’IOSS

Cosa propone la Corte:
La Corte suggerisce una valutazione sistematica dell’efficacia dei due regimi:

  • RD 42 e IOSS dovrebbero essere analizzati in termini di costi, benefici, rischi di frode,
  • In caso di inefficienza o alto rischio, si dovrebbe valutare una riforma o addirittura la soppressione.

Risposta della Commissione:
La Commissione accetta pienamente.
Già nel quadro del pacchetto ViDA è stato avviato un riesame complessivo:

  • Verrà valutata l’opportunità di semplificare ulteriormente i regimi IVA per l’e-commerce,
  • Si analizzerà se RD 42 resta compatibile con un mercato unico digitale e fiscalmente equo.

Importante: la Commissione sottolinea che qualsiasi decisione sulla soppressione o modifica dei regimi dovrà basarsi su dati concreti raccolti in modo armonizzato.

Raccomandazione 3 – Introdurre l’obbligo di prova del trasporto nell’ambito del Regime 42

Cosa propone la Corte:
Per contrastare abusi RD 42, la Corte raccomanda di:

  • Rendere obbligatorio, già al momento dell’importazione, fornire prove documentali del trasporto intracomunitario (CMR, bolle di consegna, ecc.).

Risposta della Commissione:
La Commissione accetta con riserva.
In particolare:

  • Condivide l’obiettivo di migliorare il controllo,
  • Ma esprime preoccupazione per l’onere amministrativo che un obbligo generalizzato di presentazione delle prove potrebbe comportare per gli operatori legittimi.

Per questo motivo, la Commissione valuterà:

  • Modalità proporzionate di rafforzare i controlli,
  • Sistemi di raccolta dati più flessibili (es. controlli a posteriori su base di rischio anziché obblighi ex ante generalizzati).

In sostanza, non si esclude l’introduzione di obblighi di prova, ma si privilegeranno approcci mirati e basati sull’analisi del rischio.

Raccomandazione 4 – Migliorare la cooperazione tra Stati membri e rafforzare Eurofisc

Cosa propone la Corte:
La Corte sottolinea l’esigenza di:

  • Migliorare l’uso operativo di Eurofisc (il network europeo di lotta alle frodi fiscali),
  • Potenziare lo scambio di informazioni tra Eurofisc, OLAF, Europol e la nuova Procura europea (EPPO),
  • Dotare Eurofisc di strumenti di analisi dati più avanzati.

Risposta della Commissione:
La Commissione accetta pienamente.
Anzi, sottolinea che:

  • Il regolamento 904/2010 è già in fase di revisione per rafforzare i poteri di Eurofisc,
  • È in corso lo sviluppo di una piattaforma di analisi dati basata sull’intelligenza artificiale per il rilevamento precoce delle frodi IVA,
  • Verrà migliorata l’integrazione tra i database doganali, fiscali e giudiziari.

Obiettivo dichiarato: rendere Eurofisc il cuore del sistema antifrode europeo per l’IVA, garantendo cooperazione rapida, predittiva e preventiva.

Grazie all’interazione tra raccomandazioni della Corte e risposte della Commissione, il futuro della gestione IVA all’importazione si orienterà verso:

  • Maggiore armonizzazione delle regole tra Stati membri;
  • Controlli preventivi più efficaci, ma modulati sul rischio;
  • Uso intensivo di dati digitali e piattaforme comuni;
  • Semplificazione delle procedure per operatori compliant e repressione severa dei comportamenti fraudolenti;
  • Ruolo centrale di Eurofisc come cabina di regia dell’antifrode europea.
  1. Cosa cambia per le aziende e gli operatori
  • Nei prossimi anni, le aziende dovranno prepararsi a:
  • ✔️ Più controlli doganali e fiscali su operazioni di importazione,
    ✔️ Obblighi di rendicontazione elettronica in tempo reale,
    ✔️ Maggiore attenzione nella scelta dei rappresentanti fiscali,
    ✔️ Verifica continua della validità di numeri IVA ed EORI dei propri clienti,
    ✔️ Obbligo di documentare meglio il trasporto nei regimi RD 42.

La Relazione della Corte dei Conti europea e le risposte della Commissione non sono solo un esercizio formale: costituiscono il primo passo concreto verso una profonda revisione della gestione dell’IVA all’importazione in Europa.
Se le riforme in cantiere saranno attuate, cambieranno radicalmente:

  • Le modalità di dichiarazione e pagamento IVA,
  • I controlli doganali e fiscali,
  • La cooperazione operativa tra Stati.

Per le aziende, questo significa prepararsi a operare in un ambiente molto più digitalizzato, trasparente e rigoroso, dove la compliance non sarà più una semplice opzione, ma un requisito imprescindibile per restare competitivi sul mercato europeo.

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