Unione Europea

La Commissione europea analizza i divari fiscali nell’UE: un tema di equità, competitività e sostenibilità

By 5 Gennaio 2026No Comments

La Commissione europea ha pubblicato il rapporto Mind the Gap, uno studio di ampio respiro che offre una valutazione strutturata dei divari fiscali nell’Unione europea e nei suoi 27 Stati membri. Si tratta della prima analisi sistematica “Paese per Paese” finalizzata a misurare l’efficacia dei sistemi fiscali nazionali e delle rispettive amministrazioni tributarie.

Il rapporto è accompagnato da due relazioni tecniche dedicate ai principali ambiti di criticità: il divario IVA (VAT Gap) e il divario relativo all’imposta sul reddito delle società (CIT Gap). Secondo gli ultimi dati disponibili, il solo divario di conformità IVA – ossia la differenza tra il gettito teoricamente dovuto e quello effettivamente riscosso – ha raggiunto 128 miliardi di euro nel 2023.

Uno degli elementi centrali del rapporto Mind the Gap è la distinzione tra:

  • divari di conformità, legati a fenomeni di evasione ed elusione fiscale;
  • divari di policy, derivanti da scelte normative consapevoli, come agevolazioni, esenzioni e regimi fiscali di favore (le cosiddette “spese fiscali”).

Questa distinzione è rilevante perché richiede approcci diversi. Se da un lato la riduzione dei divari di conformità resta una priorità assoluta, dall’altro il rapporto evidenzia la necessità di valutare periodicamente l’efficacia delle misure fiscali agevolative, verificando che siano proporzionate, mirate e coerenti con gli obiettivi di politica economica.

Il rapporto rappresenta una base di lavoro importante per le future iniziative a livello UE. La Commissione sottolinea come la riduzione dei divari fiscali possa contribuire a:

  • rafforzare l’equità dei sistemi tributari;
  • migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche;
  • aumentare la competitività complessiva dell’Unione.

Particolare attenzione è dedicata ai cosiddetti fattori abilitanti, tra cui la trasformazione digitale delle amministrazioni fiscali, il rafforzamento dei meccanismi di riscossione e recupero delle imposte e una cooperazione amministrativa più efficace tra Stati membri.

Il rapporto invita infine gli Stati membri a:

  • sviluppare capacità più avanzate di stima dei divari fiscali;
  • monitorare in modo strutturato l’impatto delle spese fiscali;
  • utilizzare in modo più efficace strumenti digitali e analitici per contrastare la non conformità.

Un approccio basato su dati affidabili, trasparenza e valutazioni periodiche emerge come condizione essenziale per costruire sistemi fiscali più resilienti, in grado di sostenere la crescita economica senza compromettere l’equità.

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