La Commissione europea ha avviato una serie di iniziative nei confronti di due imprese cinesi – Nuctech e Temu – nell’ambito dell’applicazione del Regolamento UE sulle sovvenzioni estere (FSR), con l’obiettivo di verificare possibili distorsioni della concorrenza nel mercato interno.
La Commissione ha avviato un’indagine approfondita su Nuctech, fornitore di sistemi di rilevamento delle minacce – tra cui scanner di sicurezza e ispezione utilizzati in aeroporti, porti e punti di controllo doganale – a seguito di ispezioni effettuate nel 2023 presso le sedi dell’azienda in Polonia e nei Paesi Bassi.
Secondo la Commissione, sussistono preoccupazioni preliminari circa la possibile concessione di sussidi statali cinesi che avrebbero consentito a Nuctech di operare nel mercato UE a condizioni non replicabili dai concorrenti europei, in particolare in termini di prezzi e condizioni di appalto.
Come chiarito dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera, si tratta della prima indagine approfondita avviata d’ufficio nell’ambito del FSR. L’obiettivo dichiarato è garantire condizioni di parità nel mercato dei sistemi di sicurezza, settore strategico anche per le autorità di frontiera e doganali.
Al termine dell’istruttoria, la Commissione potrà:
- accettare impegni correttivi da parte dell’azienda;
- imporre misure riparatorie;
- oppure adottare una decisione di non obiezione, qualora le preoccupazioni non risultino fondate.
Nuctech ha confermato la propria disponibilità a collaborare con l’indagine, dichiarando di confidare nell’imparzialità del procedimento.
Il Regolamento sulle sovvenzioni estere: uno strumento ancora in fase di rodaggio
Il Regolamento FSR mira a colmare una lacuna normativa, consentendo all’UE di intervenire nei confronti di sovvenzioni concesse da governi extra-UE che possano alterare il corretto funzionamento del mercato interno. Nei primi due anni di applicazione, lo strumento è stato tuttavia oggetto di critiche per la sua complessità procedurale e per i tempi di risposta ritenuti poco rapidi.
Sul fronte politico, la Camera di commercio cinese presso l’UE ha espresso forte contrarietà alle indagini, definendo l’uso del FSR nei confronti delle imprese cinesi come eccessivo e discriminatorio.
Parallelamente, la Commissione ha effettuato un’ispezione a sorpresa presso la sede europea di Temu, in Irlanda, sempre ai sensi del regolamento sulle sovvenzioni estere. L’intervento si inserisce in un contesto di crescente attenzione regolatoria nei confronti della piattaforma.
Temu è infatti già oggetto di verifiche legate al rispetto del Digital Services Act, in particolare per la vendita di prodotti non sicuri, la tutela dei minori e i meccanismi di verifica dell’età. Al momento, la società non ha rilasciato commenti ufficiali sull’ispezione FSR.
Le iniziative avviate dalla Commissione confermano un orientamento sempre più rigoroso dell’UE nel presidiare il mercato interno rispetto a pratiche concorrenziali ritenute sleali, soprattutto quando sostenute da interventi statali esteri.
Per le imprese attive nel commercio internazionale – incluse quelle coinvolte in appalti pubblici, forniture strategiche e piattaforme digitali – il FSR si configura ormai come un fattore regolatorio da monitorare attentamente, anche in chiave di compliance e gestione del rischio.