Il 30 settembre 2025 il governo olandese ha compiuto un passo senza precedenti nel campo del controllo degli investimenti esteri, esercitando poteri speciali nei confronti della società Nexperia, produttore di semiconduttori con sede nei Paesi Bassi e controllata dal gruppo cinese Wingtech.
Con una decisione che ha fatto rapidamente il giro delle cancellerie europee, il Ministro degli Affari Economici olandese ha applicato a Nexperia il “Goods Availability Act”, una legge nata nel 1952, che consente al governo di intervenire direttamente nella gestione di imprese considerate essenziali per la sicurezza economica nazionale.
In base a questa misura, per i prossimi dodici mesi il ministro potrà vigilare e, se necessario, porre il veto su determinate decisioni societarie di Nexperia, al fine di evitare che la disponibilità dei semiconduttori prodotti dall’azienda venga compromessa in caso di emergenze sul mercato interno o europeo.
Nexperia è una società chiave nel panorama europeo dei semiconduttori, componenti indispensabili per l’elettronica di consumo e per la transizione tecnologica in corso: dagli smartphone ai computer, dalle applicazioni industriali fino ai veicoli elettrici e a guida autonoma.
Non si tratta, quindi, di un semplice produttore, ma di un nodo strategico nella catena di approvvigionamento globale della microelettronica.
La sua proprietà, però, è interamente riconducibile al gruppo cinese Wingtech, entrato nel mirino delle autorità statunitensi già nel dicembre 2024.
In quell’occasione, Wingtech era stata inserita nella cosiddetta “Entity List” del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti — l’elenco delle imprese considerate una potenziale minaccia alla sicurezza nazionale americana.
L’inclusione in tale lista comporta un blocco pressoché totale delle esportazioni di beni e tecnologie americane verso la società interessata, salvo concessione di licenze specifiche.
Nel settembre 2025, la stessa misura è stata estesa anche a Nexperia, in quanto controllata da Wingtech.
Il giorno stesso in cui Washington ha ampliato il divieto, l’Olanda ha deciso di reagire autonomamente, attivando i poteri previsti dal Goods Availability Act per assicurare che la produzione e la fornitura dei semiconduttori dell’azienda restassero disponibili in Europa.
Il Goods Availability Act è una norma olandese risalente al periodo post-bellico, pensata per affrontare crisi di approvvigionamento in caso di guerra o minaccia alla sicurezza nazionale.
La legge conferisce al governo poteri ampi: i ministri competenti per materia, sotto la supervisione del Ministro degli Affari Economici, possono adottare provvedimenti vincolanti per garantire la disponibilità di beni considerati essenziali – storicamente, energia e alimenti, oggi anche componenti tecnologici critici.
L’intervento nei confronti di Nexperia è stato giustificato, tra l’altro, da comportamenti ritenuti contrari all’interesse societario da parte dell’amministratore delegato, di nazionalità cinese.
Secondo le autorità olandesi, quest’ultimo avrebbe disposto trasferimenti non autorizzati di capacità produttiva, risorse finanziarie e diritti di proprietà intellettuale a favore di un’entità estera a lui riconducibile, non collegata alla società.
A seguito di tali accertamenti, il Tribunale di Amsterdam è intervenuto sospendendo il CEO e nominando un nuovo amministratore indipendente per riportare la governance dell’impresa sotto controllo.
Come prevedibile, la decisione olandese ha suscitato reazioni immediate da parte del governo cinese, che ha duramente criticato l’iniziativa definendola una violazione dei principi di libero commercio e di non discriminazione.
Pechino ha risposto con un divieto di esportazione verso l’Europa dei chip Nexperia prodotti in Cina, creando forti tensioni nelle catene di fornitura europee.
Le conseguenze non si sono fatte attendere: secondo diverse fonti industriali, Volkswagen avrebbe temporaneamente sospeso la produzione di due modelli di punta a causa della difficoltà nel reperire i componenti.
Al di là del singolo caso, la decisione dei Paesi Bassi riflette una tendenza ormai consolidata in Europa: la crescente attenzione verso il controllo degli investimenti esteri, in particolare di provenienza cinese, nei settori considerati strategici.
L’Unione Europea, sulla scia delle politiche statunitensi, sta ridefinendo il concetto di sicurezza economica, affiancandolo a quello più tradizionale di sicurezza nazionale.
Il focus non riguarda solo i semiconduttori, ma anche altri ambiti tecnologici cruciali come l’intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche e le infrastrutture di comunicazione 4G e 5G.
Per i governi europei, il controllo sugli investimenti esteri rappresenta oggi uno strumento di difesa industriale e strategica, volto a impedire che competenze, know-how e capacità produttiva in settori sensibili finiscano sotto controllo di potenze esterne in un contesto geopolitico sempre più competitivo.
Il caso Nexperia dimostra che anche in Europa le imprese attive in settori tecnologici avanzati non possono più considerarsi al riparo da un controllo politico e normativo stringente.
Le autorità nazionali e l’Unione Europea stanno infatti potenziando le proprie capacità di monitoraggio sugli investimenti, imponendo obblighi di notifica, verifiche di sicurezza e limiti alle operazioni che possano compromettere la sovranità industriale europea.
In questo scenario, le aziende devono adottare una nuova cultura di compliance, che includa non solo il rispetto delle normative commerciali e doganali, ma anche una valutazione preventiva dei rischi geopolitici legati ai propri assetti societari, alle partnership e ai flussi di capitale.
Ciò implica, da un lato, la necessità di un monitoraggio interno costante, e dall’altro, un dialogo trasparente con le autorità – non in chiave difensiva, ma come parte di una strategia di fiducia e cooperazione.
Il caso olandese pone un interrogativo cruciale per il futuro del commercio globale: fino a che punto gli Stati possono spingersi per proteggere i propri interessi strategici senza compromettere la libertà economica internazionale?
L’Europa si trova ora a dover bilanciare due principi: la libera circolazione dei capitali, che è uno dei pilastri dell’Unione, e la difesa della sicurezza economica, sempre più legata alla tecnologia e ai dati.
In un mondo dove semiconduttori e intelligenza artificiale contano quanto il petrolio del secolo scorso, la vicenda Nexperia non è solo un caso giudiziario o politico: è un segnale del nuovo paradigma industriale europeo, in cui la geopolitica entra nelle fabbriche e nei consigli di amministrazione.
C-Trade segue da vicino l’evoluzione delle politiche di controllo sugli investimenti esteri e il loro impatto sul commercio internazionale e sulle filiere tecnologiche europee.
Comprendere questi equilibri non è più solo una questione legale: è parte integrante della strategia competitiva di ogni impresa che opera a livello globale.