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La nuova semplificazione del valore in dogana: un cambio di paradigma per il commercio internazionale

By 21 Dicembre 2025No Comments

La Direzione Dogane ha pubblicato la Circolare n. 30/2025, documento che segna un passaggio di assoluto rilievo nella gestione del valore in dogana delle merci importate. A distanza di otto anni dalla circolare 5/D del 2017, l’Agenzia aggiorna e sostituisce la precedente disciplina, recependo gli sviluppi normativi europei, l’evoluzione tecnologica del sistema CDMS e i nuovi orientamenti della Commissione UE sul valore doganale. Il risultato è un quadro più strutturato, più rigoroso e allo stesso tempo più moderno, concepito per favorire certezza operativa, trasparenza negli scambi e correttezza nella riscossione dei dazi e delle risorse proprie dell’Unione.

La circolare disciplina in modo completo l’istituto della semplificazione del valore in dogana previsto dall’articolo 73 del Codice Doganale dell’Unione, uno strumento che consente alle imprese di determinare elementi del valore non ancora conoscibili al momento dell’importazione. Si tratta, in altri termini, di una vera alternativa alla dichiarazione semplificata prevista dall’articolo 166 CDU, poiché permette di evitare l’emissione continua di documenti integrativi e dichiarazioni complementari, stabilizzando già in fase di import l’importo doganale da dichiarare quando alcuni dati non sono ancora certi o finalizzati. Il legislatore europeo, elevando questa semplificazione da norma secondaria a norma primaria, ha esteso la possibilità non solo agli elementi accessori del valore ma anche alla stessa base primaria del valore di transazione.

L’interesse delle imprese per questo istituto è facilmente comprensibile. In moltissime importazioni, infatti – si pensi a beni soggetti a royalties, contratti quadro con oscillazioni nei prezzi, costi logistici non ancora definiti, oneri variabili, prezzi indicizzati o fatturazioni a consuntivo – il valore in dogana non può essere determinato con assoluta precisione al momento della presentazione della dichiarazione. Senza questa semplificazione, l’importatore sarebbe costretto ad utilizzare la dichiarazione incompleta e predisporre successivamente la dichiarazione complementare, con costi amministrativi, garanzie, tempistiche e complessità non trascurabili.

La circolare entra nel dettaglio delle condizioni richieste per accedere alla semplificazione. Da un lato, l’operatore deve dimostrare che il ricorso alla dichiarazione semplificata genererebbe costi amministrativi sproporzionati rispetto alla gestione ordinaria. Non è sufficiente un vantaggio organizzativo: la sproporzione deve essere misurabile e fondata su elementi oggettivi. Dall’altro, la soluzione adottata non deve alterare significativamente il valore doganale rispetto alla situazione in cui non si applicasse la semplificazione; ciò implica che il metodo scelto deve essere tecnicamente fondato e verificabile attraverso dati storici, contabilità aziendale e documentazione oggettiva.

È evidente l’impronta di policy europea: trasparenza, coerenza contabile e controllo preventivo sostituiscono modelli gestionali fondati su rettifiche successive e su continue interlocuzioni con l’amministrazione doganale.

Oltre alle condizioni oggettive, l’operatore deve possedere requisiti soggettivi assimilabili a quelli richiesti per lo status di AEO. La circolare collega esplicitamente il nuovo impianto della semplificazione al quadro di affidabilità aziendale del marchio AEO: assenza di violazioni gravi della normativa doganale e fiscale, sistema contabile conforme ai principi contabili nazionali, disponibilità di controlli interni strutturati, presidio dei flussi fisici e documentali, chiarezza organizzativa e capacità di gestione del rischio. In questo senso, la semplificazione non si rivolge a tutti gli operatori indistintamente, ma alle imprese dotate di processi amministrativi maturi e trasparenti.

Sul piano procedurale, la circolare aggiorna integralmente il processo autorizzativo, definendo tempi, responsabilità e strumenti digitali. La richiesta di autorizzazione deve essere presentata attraverso il sistema elettronico CDS, adottato dall’Unione europea per tutte le decisioni doganali. Si tratta di un passaggio culturale: il valore in dogana non è più un esercizio dichiarativo, ma un elemento determinato attraverso un’istruttoria amministrativa strutturata. L’istanza deve essere supportata da una relazione tecnica che descriva il metodo di calcolo proposto e deve includere dati oggettivi, provenienti dalla contabilità aziendale, che dimostrino l’applicabilità della formula proposta anche su base storica. In sede istruttoria, ADM potrà richiedere verifiche documentali e accedere ai registri contabili dell’impresa, avvalendosi anche dei propri Uffici territoriali. Il procedimento si chiude in 120 giorni dall’accettazione dell’istanza, ridotti a 90 nel caso di operatori AEO, proprio perché la verifica preliminare dei requisiti di affidabilità risulta in larga misura già svolta.

Un aspetto innovativo riguarda la durata dell’autorizzazione: non è prevista alcuna scadenza. La semplificazione conserva validità illimitata, salvo che intervengano condizioni che ne richiedono riesame, modifica o revoca, come mutamenti nella normativa, mancanza dei requisiti o aggiornamenti nei presupposti economici dell’importatore. Tuttavia, l’assenza di un limite temporale non significa assenza di controllo: il valore autorizzato dovrà essere oggetto di monitoraggio annuale da parte di ADM per verificare che rimanga coerente con i dati di mercato e con le dinamiche aziendali. Si tratta di una scelta equilibrata che unisce certezza operativa per le imprese e tutela dell’interesse finanziario dell’Unione.

Ciò che emerge dall’impianto complessivo è che l’Amministrazione sta cambiando rotta. L’approccio storico, basato su valori rettificabili a posteriori, viene progressivamente sostituito da un meccanismo autorizzativo preventivo, fondato su dati verificabili, trasparenza dei processi e interoperabilità tra imprese e dogane. È un modello coerente con la digitalizzazione europea delle procedure doganali e con il quadro di riforma del valore in dogana che la Commissione sta sostenendo a livello internazionale: meno contenzioso sul valore, meno rettifiche post-audit, più certezza per gli operatori e maggiore tutela delle risorse proprie UE.

Per le imprese italiane, soprattutto quelle con contratti complessi, catene logistiche articolate, gruppi multinazionali, royalties di licenza, costi accessori determinati su base variabile o prezzi soggetti a revisione, la nuova disciplina rappresenta un’opportunità strategica. La possibilità di dichiarare il valore doganale attraverso parametri riconosciuti e stabiliti previa autorizzazione riduce il rischio di contestazioni, accelera i flussi logistici, alleggerisce il carico amministrativo e consente una migliore pianificazione finanziaria.

Tuttavia, sfruttare realmente il potenziale della semplificazione richiede preparazione: occorre analizzare la propria struttura dati, verificare la tracciabilità dei costi, predisporre formule matematiche solide, aggiornare il sistema contabile, gestire lo storico documentale e valutare le condizioni di mantenimento nel tempo. La semplificazione non è un automatismo: è un progetto doganale strategico.

La determinazione del valore in dogana è una delle attività più delicate del ciclo import-export e una delle principali fonti di rischio fiscale e sanzionatorio per le imprese. La Circolare 30/2025 apre opportunità importanti, ma richiede un livello di preparazione tecnico-giuridica e contabile molto elevato.

Il nostro team supporta le aziende in tutte le fasi: valutazione preliminare di ammissibilità, studio dei metodi di calcolo, predisposizione dell’istanza, analisi dell’impatto su dazi e IVA, aggiornamento della documentazione interna, gestione della relazione con ADM e monitoraggio annuale del valore autorizzato.

Per informazioni, per una valutazione tecnica sul tuo caso o per sviluppare un progetto di semplificazione del valore in dogana sulla base della nuova circolare: contattaci. Ti aiutiamo a trasformare un adempimento complesso in un vantaggio competitivo reale.

 

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