Dogana

L’iva come diritto di confine, il disastro annunciato dalla riforma del TULD

By 25 Marzo 2024Aprile 3rd, 2024No Comments

Anni di giurisprudenza e di lotta buttati dalla finestra.

Questo il sunto dello spaventoso schema di decreto attuativo della delega fiscale pubblicato dal sole24ore lo scorso 23 marzo 2024.

L’Iva all’importazione diventa diritto di confine ignorando l’orientamento che deriva dalla giurisprudenza comunitaria, la quale, fin dalla fine degli anni ottanta del secolo scorso ebbe a precisare che l’IVA all’importazione, richiesta dallo Stato italiano, ha natura di tributo interno, e può considerarsi compatibile con l’ordinamento comunitario e con il principio di neutralità fiscale soltanto alla duplice condizione che:

  1. la merce importata non sia soggetta a doppia imposizione (nel Paese d’esportazione ed in quello d’importazione);
  2. l’infrazione relativa all’IVA all’importazione non sia sanzionata più severamente di quella relativa agli scambi interni.

E la stessa giustizia nazionale della Corte di Cassazione, che conformandosi all’orientamento giurisprudenziale maggioritario (Cass. 29 Luglio 2021, n. 21659; Cass. 21 Marzo 2019, n. 7951; Cass. 13 Luglio 2018, n. 18652; Cass. 6 Aprile 2018, n. 8473), ha più volte ribadito che l’I.V.A. all’importazione ha natura giuridica di tributo interno e che, quindi, non può essere qualificata quale diritto di confine.

Ma questo, al gruppo dei tecnici nominati dal MEF quale Commissione di Esperti per la materia doganale ed al MEF stesso, evidentemente, non ha importato, così come non ha avuto peso che il rappresentante doganale indiretto potrà rispondere anche per l’iva come obbligato in solito con l’importatore e che, tra l’altro, non ha diritto alla detrazione.

Un passo indietro notevole rispetto a quanto stanno facendo gli Stati Membri che l’iva n dogana non la liquidano (i. e. Francia, Spagna).

Per non parlare dell’estensione dei controlli alla guardia di finanza fuori dagli spazi doganali e, nulla di dice sul tema sanzioni (art. 303 Tuld) più volte considerato sproporzionato ed eccessivo.

Se questo è il modo di avvicinare le aziende al mondo Doganale direi che siamo lontani anni luce, le distorsioni di traffico sono dietro l’angolo ed anche l’idea di fare investimenti nel sistema ITALIA viene meno.

Il tutto è alquanto svilente soprattutto perché nella Commissione tecnica ci sono professionisti che conoscono bene il mondo delle aziende e degli spedizionieri, e probabilmente non essere ascoltati a dovere da chi, più in alto, decide, non deve essere stato facile.

Speriamo soltanto che l’estratto pubblicato dal sole24ore sia carente di informazioni.

Leave a Reply