Dogana

L’OLAF: indagine biciclette elettriche

By 25 Febbraio 2024No Comments

L’indagine dell’OLAF ha scoperto una rotta commerciale che andava dalla Cina ai magazzini di commercio elettronico in Polonia, attraverso diversi punti di ingresso e valichi di frontiera alle frontiere esterne dell’UE. Dai magazzini, le e-bike sono state poi vendute ai clienti europei su piattaforme online gestite da commercianti extraeuropei.

Le biciclette elettriche provenienti dalla Cina sono soggette alle misure di difesa commerciale dell’UE che proteggono i produttori europei dalla concorrenza sleale. All’importazione nell’UE si applicano dazi antidumping e compensativi pari all’87,3% del valore delle biciclette elettriche.

L’OLAF, le dogane polacche e altri partner hanno scoperto che le e-bike sono state introdotte clandestinamente nell’UE utilizzando abusivamente le procedure di transito – che sospendono i dazi all’importazione e l’IVA a determinate condizioni – o la cosiddetta procedura doganale 42, che ritarda solo il pagamento dell’IVA. Le e-bike sono finite nei magazzini in Polonia invece che nelle destinazioni dichiarate in dogana. La falsa documentazione di importazione spacciava le e-bike per altri prodotti non soggetti a dazi all’importazione.

Una prima stima dei danni, basata sul prezzo medio a cui vengono vendute le e-bike sulle piattaforme, indica che sarebbero stati evasi almeno 8 milioni di euro di dazi antidumping e compensativi e 4 milioni di euro di Iva.

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