Accordi preferenziali

L’Unione Europea aggiorna le regole di origine negli accordi di libero scambio con Paesi terzi

By 21 Agosto 2025No Comments

Con il Regolamento (UE) 2025/39, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 15 gennaio 2025, la Commissione europea ha introdotto importanti modifiche agli accordi di libero scambio (FTA) già in vigore con diversi partner commerciali.

Le regole di origine rappresentano il cuore operativo di ogni FTA: stabiliscono quando un prodotto può essere considerato “originario” e dunque beneficiare delle agevolazioni tariffarie. Tuttavia, la continua evoluzione delle catene globali del valore, l’emergere di nuovi materiali e processi produttivi e le richieste delle imprese hanno reso necessaria una revisione di alcune disposizioni.

Il nuovo regolamento mira a:

  • aggiornare le regole di origine per allinearle ai più recenti standard internazionali;
  • chiarire definizioni e procedure di prova dell’origine;
  • semplificare gli adempimenti per operatori e autorità doganali;
  • rafforzare i controlli per prevenire abusi e dichiarazioni ingannevoli.

I punti chiave della riforma

  1. Cumulo di origine esteso – viene ampliata la possibilità di sommare lavorazioni effettuate in diversi Paesi partner, favorendo l’integrazione delle catene di fornitura regionali.
  2. Aggiornamento delle liste di lavorazioni sufficienti – per diversi prodotti industriali e agricoli, le regole sono state adeguate tenendo conto delle specificità settoriali e delle nuove tecnologie produttive.
  3. Maggiore flessibilità per i tessili – il settore tessile-abbigliamento ottiene regole di origine meno restrittive, per riflettere la realtà delle filiere frammentate a livello internazionale.
  4. Chiarezza sui certificati di origine – rafforzato il ruolo dell’emittente autorizzato e del sistema REX (Registered Exporter System) per garantire uniformità e ridurre gli oneri amministrativi.
  5. Controlli più mirati – vengono introdotte nuove disposizioni per la cooperazione amministrativa con i Paesi partner, al fine di individuare rapidamente i casi di frode o utilizzo improprio delle preferenze.

Impatti per le imprese

Le aziende esportatrici e importatrici europee dovranno adeguare i propri processi di compliance doganale. In particolare:

  • sarà necessario rivedere la gestione delle dichiarazioni di origine;
  • controllare i fornitori e aggiornare le procedure interne di tracciabilità;
  • valutare nuove opportunità di approvvigionamento e assemblaggio grazie al cumulo esteso.

Questo aggiornamento conferma la strategia dell’UE volta a rendere i propri FTA strumenti dinamici, capaci di adattarsi alle esigenze del commercio globale. Allo stesso tempo, rafforza l’impegno a contrastare pratiche elusive che potrebbero minare la concorrenza leale.

Per le imprese, la riforma rappresenta una sfida ma anche un’opportunità: chi saprà interpretare correttamente le nuove regole potrà massimizzare i benefici tariffari e consolidare la propria competitività sui mercati internazionali.

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