Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 141/2024, il settore della nautica da diporto si è trovato di fronte a nuovi dubbi interpretativi sulle corrette procedure doganali da seguire.
A rispondere, con importanti chiarimenti operativi, è arrivata la Circolare n. 8/2025 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che interviene su temi cruciali come l’ammissione temporanea, la manutenzione delle imbarcazioni e la gestione delle dotazioni di bordo estere.
Vediamo insieme che cosa cambia davvero.
Ammissione temporanea: come funziona per le imbarcazioni da diporto
Innanzitutto, ADM ha voluto confermare un principio fondamentale: l’ingresso di un’imbarcazione da diporto nelle acque territoriali dell’Unione Europea — quelle comprese entro le 12 miglia dalla costa — è sufficiente a vincolare automaticamente il mezzo al regime di ammissione temporanea.
In pratica, al semplice attraversamento della frontiera marittima, l’imbarcazione si considera già in ammissione temporanea, senza necessità di formalizzare ulteriori adempimenti.
Tuttavia, gli operatori hanno comunque la possibilità di presentare una dichiarazione verbale utilizzando il formulario allegato 71-01 del Regolamento Delegato (UE) 2446/2015.
Questa scelta, sebbene opzionale, può rivelarsi molto utile per fissare in modo certo la data di arrivo e gestire con maggiore precisione i termini di appuramento.
Yacht privati e commercial yacht: le regole non sono le stesse
Un altro chiarimento fondamentale riguarda la distinzione tra yacht ad uso privato e commercial yacht.
Finora, molte indicazioni operative si riferivano esclusivamente alla nautica privata, ma ora ADM puntualizza che i commercial yacht, cioè le imbarcazioni utilizzate per attività economiche, devono rispettare regole diverse.
In particolare, mentre per gli yacht privati i riferimenti rimangono quelli già forniti dalla Circolare 20D/2022, per i commercial yacht si applicano i termini di appuramento previsti dall’articolo 217, lettera b), del Regolamento Delegato.
Questo significa che, dopo eventuali soste per manutenzione, un commercial yacht deve riprendere effettivamente l’attività commerciale per poter proseguire nel regime di ammissione temporanea.
Manutenzioni e riparazioni: sì agli interventi ordinari, no a modifiche strutturali
Un altro tema molto sentito dagli operatori è quello della manutenzione e delle riparazioni delle imbarcazioni durante il periodo di ammissione temporanea.
La nuova circolare conferma che sono assolutamente ammesse tutte le attività di manutenzione ordinaria, comprese le piccole riparazioni, purché non comportino:
- modifiche strutturali all’imbarcazione,
- miglioramenti delle prestazioni,
- aumenti significativi del valore del bene.
Questo vale sia che i lavori vengano svolti in cantiere sia che vengano effettuati in rada.
E, punto molto importante, non è necessario prestare una garanzia come invece avverrebbe se si ricorresse al regime di perfezionamento attivo.
Dotazioni di bordo estere: attenzione al transito e all’appuramento
Un altro tema chiarito riguarda la gestione delle dotazioni di bordo provenienti da paesi terzi, spesso utilizzate per riparazioni o aggiornamenti.
Se la merce arriva sotto regime di transito esterno, il transito dovrà essere regolarmente concluso presentando la merce alla dogana di destinazione o a un destinatario autorizzato.
Entro sei giorni, sarà poi necessario vincolare la merce a un nuovo regime doganale: ammissione temporanea o, se i lavori sull’imbarcazione rientrano nel perfezionamento attivo, direttamente a quest’ultimo regime.
Per procedere correttamente, la dotazione di bordo dovrà essere documentata tramite il formulario allegato 71-02 RD e registrata a bordo o presso il cantiere responsabile.
Navi da diporto di nuova costruzione: prova dell’uscita
Per le navi da diporto di nuova costruzione destinate all’esportazione, ADM ribadisce che le modalità per provare l’uscita dal Territorio Doganale dell’Unione rimangono quelle già stabilite con la Circolare 14/D/2016.
Nessuna novità, quindi, su questo fronte: si continua a seguire la procedura già conosciuta dagli operatori.
La Circolare n. 8/2025 conferma in buona parte il quadro normativo esistente, ma introduce alcune precisazioni decisive per evitare errori operativi, soprattutto nel caso di commercial yacht e nell’utilizzo di dotazioni di bordo estere.
Per chi opera nel settore nautico, conoscere e applicare correttamente queste regole è essenziale per garantire una gestione fluida delle procedure doganali e per evitare sanzioni o contestazioni in fase di appuramento.
In sintesi: più attenzione alla distinzione tra yacht privati e commerciali, semplificazioni per la manutenzione ordinaria, e rigore nel gestire correttamente le dotazioni di bordo provenienti da paesi terzi.