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Codice doganale dell’UE: la riforma è una vera rivoluzione

By 22 Maggio 2023No Comments

Il documento Dogana 2040 aveva anticipato molto quello che sarebbe successo. Se fino a qualche
mese fa era utopia, oggi è certezza.
Il 17 maggio 2023 la Commissione ha presentato proposte per la riforma più ambiziosa e completa
dell’unione doganale dell’UE sin dalla sua istituzione nel 1968. Primo atto concreto dall’istituzione del gruppo dei saggi.

La riforma stravolge il modo di intendere la dogana, perché il commercio è cambiato e quindi è
cambiato il modo per le aziende di rapportarsi al mercato. Ne consegue che molti pericoli non
erano stati opportunamente valutati nemmeno nel 2013 quando venne pubblicato il codice
doganale unionale.
Dal 2016, anno di entrata in vigore, ad oggi sono stati fatti molti passi avanti che hanno portato e
porteranno alla concretizzazione di questa riforma che, dal canto suo, è ben più pretenziosa
rispetto alle premesse, poiché il mondo geopolitico, in 10 anni, è drasticamente mutato.

Il commercio elettronico oggi rappresenta oltre il 73% delle dichiarazioni doganali unionali e l’esenzione daziaria sotto i 150€ ha comportato obbligatoriamente un ridimensionamento in termini di entrate della UE ma soprattutto ha amplificato un rischio crescente di mancati controlli e di tracciabilità statistica dello spostamento di merce, con l’aggravante delle deviazioni di traffico all’interno dei 27 stati membri generate da diversi modus operandi delle dogane.
È arrivato il momento di eliminare questa applicazione distonica della regolamentazione doganale attraverso la costituzione di un’unica cabina di comando che tolga le prassi dei singoli uffici per armonizzare i processi di sdoganamento delle merci, favorendo gli operatori virtuosi.

Queste le principali aree di intervento:

  1. Rivedere la tassazione per la merce e-commerce: la riforma prevede l’applicazione di una
    tariffa doganale agevolata con percentuale di dazio certo per macro-cluster merceologici.
    Questo sistema dovrebbe incrementare le entrate unionali di oltre 1 miliardo di euro
    all’anno. Le piattaforme saranno responsabili di garantire che i dazi doganali e l’IVA siano
    pagati all’acquisto, quindi i consumatori non saranno più colpiti da costi nascosti o scartoffie
    impreviste all’arrivo del pacco.
  2. Istituire una nuova autorità doganale dell’UE  che supervisionerà un hub di dati doganali dell’UE che fungerà da motore del nuovo sistema di sdoganamento. Nel tempo, il Data
    Hub sostituirà l’infrastruttura informatica doganale esistente negli Stati membri dell’UE, risparmiando fino a 2 miliardi di euro all’anno in costi operativi.
    Questa tecnologia raccoglierà i dati forniti dalle imprese e, tramite l’apprendimento automatico, l’intelligenza artificiale e l’intervento umano, fornirà alle autorità una panoramica a 360 gradi delle catene di approvvigionamento e della circolazione delle merci.
  3. Premiare le aziende più affidabili (“Trust and Check“) le quali saranno in grado di immettere le loro merci in circolazione nell’UE senza alcun intervento doganale attivo. La categoria Trust & Check rafforza il programma Operatori Economici Autorizzati (AEO) e rafforzerà lo sdoganamento centralizzato unionale.
  4. Definire un’analisi dei rischi comune che consenta di azzerare le deviazioni di traffico tra
    SM.

Le proposte legislative saranno trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea per accordo e al Comitato economico e sociale europeo per consultazione.
La timeline dovrebbe vedere l’applicazione delle prime attività già dal 2028 e raggiungere il suo culmine nel 2038. Forse troppo tempo, ma la rivoluzione culturale è davvero imponente e cambiare le abitudini non è semplice. Continuiamo a piccoli passi con il working plan 2025, attendiamo la reingegnerizzazione dei processi di esportazione e continuiamo a consigliare a gran voce a tutte le imprese ad avvicinarsi al più presto all’autorizzazione AEO, senza la quale la loro vita doganale sarà sempre più complicata. Non smetteremo di parlarne, e diffusamente, nelle prossime settimane.

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