Dogana

Sdoganamento centralizzato unionale all’importazione: al via la Fase 2

By 5 Gennaio 2026No Comments

Dal 16 dicembre 2025 entra ufficialmente in funzione la Fase 2 dello sdoganamento centralizzato unionale all’importazione, segnando un passaggio decisivo nel percorso di piena attuazione dell’istituto previsto dall’art. 179 del Codice Doganale dell’Unione.
Con l’avvio di questa nuova fase, l’Amministrazione doganale amplia in modo significativo ambito applicativo, regimi doganali e strumenti utilizzabili, rafforzando ulteriormente il concetto di dogana “senza confini” all’interno del mercato unico

Lo sdoganamento centralizzato consente all’operatore economico autorizzato di presentare la dichiarazione doganale presso un solo Ufficio doganale di controllo, situato nello Stato membro in cui è stabilito, anche quando le merci sono fisicamente presentate in un altro Stato membro.
L’ufficio di controllo e l’ufficio di presentazione delle merci dialogano attraverso il sistema informatico CCI – Centralised Clearance for Import, garantendo scambio di informazioni, analisi dei rischi coordinate e corretta ripartizione delle competenze tributarie.

L’istituto rappresenta una delle semplificazioni più evolute del CDU ed è riservato agli operatori in possesso dello status di AEO per le semplificazioni (AEOC), previa autorizzazione rilasciata tramite il sistema CDS – Customs Decision System.

La Circolare n. 23/2024 aveva dato attuazione alla prima fase operativa dello sdoganamento centralizzato all’importazione, limitandone tuttavia l’applicazione:

  • a specifici regimi doganali (importazione, deposito doganale, perfezionamento attivo e uso finale);
  • al solo utilizzo della dichiarazione doganale standard;
  • con l’esclusione di merci soggette ad accise, merci unionali scambiate con territori fiscali speciali e merci sottoposte a misure di politica agricola comune (PAC)

Si trattava di un primo passo, necessario per testare il sistema, ma ancora distante dal pieno potenziale dell’istituto.

Con l’Avviso del 15 dicembre 2025, l’Agenzia delle Dogane annuncia l’avvio della Fase 2, che segna un vero salto di qualità

Le principali novità sono:

  1. Integrazione con ulteriori semplificazioni doganali
    Lo sdoganamento centralizzato può ora essere utilizzato in combinazione con:
  • la dichiarazione semplificata (art. 166 CDU);
  • l’iscrizione nelle scritture del dichiarante – EIDR (art. 182 CDU).

Questo consente una gestione ancora più fluida delle operazioni, riducendo tempi, oneri amministrativi e frammentazione procedurale.

  1. Estensione a nuovi regimi doganali
    La Fase 2 rende applicabile lo sdoganamento centralizzato anche a:
  • ammissione temporanea, finora esclusa;
  • merci soggette ad accise;
  • merci unionali negli scambi con territori fiscali speciali;
  • merci sottoposte a misure di politica agricola comune (PAC).

Si tratta di un’estensione di grande rilievo, che apre l’istituto a settori finora rimasti ai margini per complessità fiscale o regolatoria.

Con l’attuazione della Fase 2 vengono rese operative tutte le funzionalità previste dal sistema, consentendo una gestione integrata dei controlli documentali, delle verifiche fisiche, della riscossione dei tributi e degli scambi informativi tra Stati membri.

Per le aziende strutturate – in particolare per quelle che operano su più Stati membri – lo sdoganamento centralizzato unionale rappresenta:

  • un unico interlocutore doganale per operazioni transfrontaliere;
  • semplificazione dei flussi interni e maggiore controllo dei processi;
  • ottimizzazione logistica, con possibilità di presentare le merci nel luogo più efficiente;
  • maggiore prevedibilità dei tempi di sdoganamento;
  • integrazione più coerente tra dogana, IVA e accise.

Tuttavia, la complessità dell’istituto richiede una pianificazione accurata, una valutazione preventiva dei requisiti autorizzativi e una profonda conoscenza delle interazioni tra normativa unionale e discipline fiscali nazionali.

Lo sdoganamento centralizzato non è una semplificazione “automatica”, ma una scelta strategica che deve essere costruita su misura, tenendo conto:

  • dell’organizzazione aziendale;
  • dei flussi logistici;
  • dei regimi doganali utilizzati;
  • delle implicazioni IVA e accise;
  • dei rapporti con le autorità doganali degli altri Stati membri coinvolti.

 

La Fase 2 segna quindi non solo un’evoluzione normativa, ma un vero cambio di paradigma nel modo di concepire l’operatività doganale in ambito unionale e nazionale.

Servono però istruzioni operative chiare, al momento mancanti, da parte di ADM per invogliare le grandi aziende a richiedere codeste autorizzazioni.

 

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