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UE-Giappone: un’intesa commerciale che guarda al futuro tra equilibrio tariffario e cooperazione strategica

By 28 Luglio 2025No Comments

Il recente accordo commerciale tra Giappone e Stati Uniti, reso pubblico a Tokyo il 23 luglio 2025 in una conferenza stampa del ministro per la rivitalizzazione economica Akazawa, segna un passaggio cruciale nelle relazioni economiche internazionali. L’intesa, raggiunta dopo mesi di negoziati con l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, è stata formalizzata in un documento ufficiale che delinea una serie di misure volte a stabilizzare il rapporto commerciale bilaterale, riducendo al contempo le tensioni tariffarie.

Uno dei punti centrali dell’accordo riguarda le tariffe sulle automobili e sui ricambi auto, un settore da sempre sensibile per entrambi i Paesi. È stato concordato il dimezzamento delle tariffe aggiuntive del 25% introdotte dagli Stati Uniti ad aprile, portando così l’aliquota complessiva – comprensiva della tariffa NPF (nazione più favorita) – al 15%. Si tratta di un risultato storico: il Giappone diventa il primo Paese al mondo a ottenere una riduzione di dazi statunitensi su auto e componenti senza alcuna restrizione quantitativa. Un risultato che ha permesso a Tokyo di contenere il livello tariffario al 15%, evitando l’inasprimento al 25% previsto per i partner commerciali con surplus verso Washington.

L’accordo non si limita al settore automobilistico. Sebbene le tariffe su acciaio e alluminio non siano state direttamente oggetto della trattativa, le parti hanno dichiarato l’intenzione di riaprire presto il confronto su questi dossier. Particolarmente significativo è il trattamento riservato a beni strategici come semiconduttori e prodotti farmaceutici: anche in caso di future tariffe settoriali, il Giappone non sarà penalizzato rispetto ad altri partner commerciali.

L’intesa, tuttavia, non comporta alcuna concessione da parte giapponese in termini di riduzione tariffaria, neppure sui prodotti agricoli. Questo aspetto, che potrebbe evitare un passaggio parlamentare alla Dieta, assume un rilievo politico per il governo Ishiba, attualmente indebolito da recenti sconfitte elettorali.

Particolarmente ambizioso è il capitolo relativo alla sicurezza economica e agli investimenti strategici. Giappone e Stati Uniti si sono impegnati a collaborare per costruire catene di approvvigionamento resilienti all’interno del territorio statunitense, puntando su nove settori chiave: semiconduttori, farmaceutica, acciaio, cantieristica navale, minerali critici, aerospazio, energia, automotive e tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e il quantum computing. A supporto di questa cooperazione, istituzioni finanziarie giapponesi legate al governo forniranno fino a 550 miliardi di dollari in investimenti azionari, prestiti e garanzie di credito. Gli Stati Uniti riceveranno il 90% dei proventi generati da questi investimenti, mentre il Giappone si vedrà riconosciuto il restante 10%, in funzione dei rispettivi livelli di rischio e capitale impiegato.

Dal punto di vista commerciale, Tokyo ha espresso la volontà di espandere l’acquisto di beni prodotti negli Stati Uniti, tra cui bioetanolo, soia, mais, fertilizzanti, semiconduttori e aeromobili. È previsto anche un rafforzamento dell’approvvigionamento di risorse energetiche statunitensi – in particolare GNL – con l’ipotesi di una futura partecipazione giapponese al progetto “Alaska LNG”. Per quanto riguarda il riso, verrà mantenuto il regime di accesso minimo (MA), tenendo conto delle dinamiche della domanda interna.

Infine, è previsto un riesame delle misure non tariffarie: il Giappone si è impegnato a semplificare le procedure di certificazione dei veicoli statunitensi, consentendone l’importazione senza test aggiuntivi, purché venga garantita la sicurezza sulle strade giapponesi. Verranno inoltre riviste le linee guida operative dei programmi di incentivazione per i veicoli a energia pulita (CEV), allo scopo di garantire maggiore trasparenza e accessibilità.

Nonostante l’accordo non affronti il tema delle spese per la difesa, esso rappresenta un passo avanti significativo nelle relazioni bilaterali, confermando l’importanza di un partenariato economico strutturato, equilibrato e orientato alla stabilità geopolitica e industriale.

La data di entrata in vigore dell’accordo non è stata ancora ufficializzata, ma il suo contenuto getta le basi per una cooperazione economica e commerciale di lungo periodo, rafforzando il ruolo del Giappone come partner strategico degli Stati Uniti in Asia e oltre.

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